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Grandine e alluvione 2019, ecco i primi 600 rimborsi

Grandine e alluvione 2019, ecco i primi 600 rimborsi

Quasi due milioni di euro stanziati dalla Regione che potranno essere subito liquidati anche per le altre calamità

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Ammonta a 1 milione 816 mila euro la somma che la Regione Emilia Romagna ha destinato al Comune di Modena per i primi rimborsi dei danni causati dagli eventi calamitosi del 2019, la grandinata di giugno e le piogge e le alluvioni di novembre.

I contributi, nei limiti di 5.000 euro per i privati e di 20 mila euro per le attività economiche e produttive, saranno liquidati dal Comune ai 600 cittadini che avevano presentato, entro la scadenza prevista di luglio 2020, la ricognizione dei danni subiti e che avevano visto accolta la loro domanda. La somma totale stanziata, infatti, è stata calcolata sulla base dell’entità delle domande di risarcimento accolte.

L’amministrazione comunale liquiderà direttamente i contributi a chi aveva presentato domanda, dopo aver completato le verifiche necessarie entro il 15 dicembre 2021.

I beneficiari che non avessero ancora eseguito gli interventi di ripristino avranno tempo fino a dicembre 2022 per farlo e per trasmettere la documentazione prevista.

In base alla direttiva emanata dalla Regione Emilia Romagna, il contributo può essere richiesto per la ricostruzione dell’abitazione distrutta, per il ripristino strutturale e funzionale dell’abitazione o di parti comuni per quanto riguarda i danni a elementi strutturali verticali e orizzontali, finiture interne ed esterne, serramenti interni ed esterni, impianti (riscaldamento, idrico-fognario, elettrico), ascensori e montascale.

Ammesse anche le richieste per il ripristino o la sostituzione di beni mobili distrutti o danneggiati e non più utilizzabili. Non è possibile presentare domanda per gli immobili di proprietà di un’impresa destinati all’esercizio di un’attività economica e produttiva (sono quindi esclusi i fabbricati a uso agricolo), le pertinenze e i beni mobili registrati. Per i danni superiori a 10 mila euro è necessario presentare una perizia asseverata.

Ma non ci furono danni solo per i privati. La grandinata del 22 giugno 2019 ha provocato danni consistenti in numerosi edifici comunali: rottura di lucernari, vetri, coperture in lastre di policarbonato e cupolini; danneggiamento di manti di copertura in guaina e di lattonerie.

Nell’ambito del primo stralcio del Piano regionale per interventi urgenti di protezione civile, sono stati finanziati interventi di ripristino dei danni alle strutture (per un valore complessivo di quasi 190 mila euro) sulle scuole Ferraris, Gramsci, Buon Pastore, San Giovanni Bosco, don Milani, San Geminiano, Cittadella, Collodi, Lanfranco, Marconi e Saliceto Panaro.

Nell’estate del 2020, da luglio a settembre, furono anche sistemati altri edifici pubblici rimasti coinvolti dalla grandinata. —

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