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i 25 anni di modenatur 

«Per tornare meta turistica dobbiamo fare rete insieme»

Gabriele Farina
«Per tornare meta turistica dobbiamo fare rete insieme»

Il presidente del consorzio Amedeo Faenza: «L’obiettivo è il primato del 2019 Un’azienda sola non potrà avere le stesse soddisfazioni di chi sta in squadra»

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Gabriele Farina

«Vogliamo fare della nostra città un salotto per i turisti». Il consorzio Modenatur festeggia 25 anni con lo sguardo proiettato al futuro. Il passato prossimo ha reso ancora più remoto il primato di visite targato 2019.

Dai dati del consorzio, due anni fa oltre un milione e 665mila persone hanno visitato la provincia e più di 593mila il capoluogo. «In due mesi la pandemia ha bloccato tutto - fotografa Amedeo Faenza, presidente di Modenatur e Federalberghi-Confcommercio - Dobbiamo riprendere con entusiasmo, volontà e determinazione quanto facevamo nel 2019».

La vetta raggiunta due anni fa rappresenta il punto più alto nel cammino inaugurato il 18 giugno 1996. Gli operatori di Modenatur celebrano nel 2021 lo spirito pionieristico degli albori con una consapevolezza maggiore del proprio lavoro… e del territorio. Merito degli incontri di formazione tenutisi nel primo quarto di secolo del consorzio. Un secondo risultato ottenuto è rappresentato dall’unione dei consorziati.

Un valore che può fungere da scudo di fronte a tempeste quali le crisi economiche affrontate. «Stiamo ripartendo - evidenzia Faenza - Modenatur diventerà un’attrice delle iniziative che possiamo e dobbiamo assolutamente realizzare. Dobbiamo ricominciare a lavorare, andando come un tempo a cercare i clienti. Dobbiamo ricominciare a dire alle persone: “Potete visitare e conoscere Modena”. Dobbiamo dare un’opportunità alla gente di stare bene».

Il presidente elenca numerosi punti di forza sul territorio a livello provinciale. «Modena ha eccellenze che vanno al di là dei distretti dell’auto, della ceramica, del biomedicale e della cultura - la prospettiva di Faenza - È fondamentale riuscire a coinvolgere il turismo nei nostri settori principali. Abbiamo tante fabbriche, tanti esercizi commerciali, tanti musei». Qualche “connessione” tra attività può essere saltata con la crisi. Qualche attività può essere stata costretta a chiudere i battenti in modo provvisorio o definitivo. Faenza lancia dunque un appello all’unità per emergere insieme alla crisi. Uno spirito di coesione in cui, dal punto di vista di Modenatur, l’unione rappresenta un valore aggiunto rispetto alla somma delle singole parti. «Spero che molti più operatori partecipino al consorzio - l’appello del presidente - Più siamo, più gli operatori avranno benefici per il futuro. Ricominciamo a creare la piramide che avevamo nel 2019. Promuoviamo al massimo il territorio, creando eventi di eccellenza».

Il capitolo “eventi” è piuttosto ampio. Nell’elenco le grandi iniziative (il Festival della Filosofia o il Motor Valley Fest), i concerti che segnano un’epoca (il Modena Park), i convegni e i congressi che smuovono le aziende… o meglio, le smuovevano prima della pandemia.

Da febbraio 2020 a oggi è cambiato il modo di percepire gli spostamenti per lavoro e anche per turismo. «Oggi purtroppo si lavora all’ultimo minuto - recrimina Faenza - e la vacanza non è più come prima. Si decide il giorno prima di partire e cosa andare a visitare». L’ostacolo non appare insormontabile alla luce del trapassato remoto. «Una volta chi visitava Modena andava a dormire al lago di Garda - ricorda sempre il presidente - Gli operatori oggi devono crederci ancora di più. Un’azienda da sola non potrà mai avere le stesse soddisfazioni di chi sta in squadra». —

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