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«Villa Sorra è unica Chiamiamo i turisti»

Alberto Poppi
«Villa Sorra è unica Chiamiamo i turisti»

Dopo l’evento tra motori, cibo e promozione nel territorio «Questo luogo ha uno sguardo europeo. Ripartiamo da qui»

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Alberto Poppi

CASTELFRANCO. La città di Castelfranco, capofila dei Comuni comproprietari (con Modena, Nonantola e San Cesario), sta avviando il progetto di conservazione e valorizzazione del compendio “Villa Sorra. Saperi e Sapori”, co-finanziato della Regione e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. L’obiettivo di restituire il complesso al pubblico, e alla valorizzazione e promozione territoriale delle sue eccellenze, ha portato a definire alcuni scenari di utilizzo che coinvolgono istituzioni quali UniMoRe, l’Istituto Lazzaro Spallanzani e altri partner.

«L’emozione che suscita questo progetto – dichiara il sindaco Giovanni Gargano – rappresenta la nostra ripartenza, non solo post-pandemica. Il Giardino delle Eccellenze configura un primato architettonico, tecnologico, ambientale e gastronomico famoso nel mondo offrendo una nuova forma di turismo diffuso. Qui si può veramente fare il giro del mondo».

Il modo migliore di rappresentare il futuro è quello di viverlo: Diana Neri, dell’ufficio Progetto speciale Villa Sorra, sottolinea: «Desideriamo realizzare una grande “casa” di rappresentanza per tutte le eccellenze del territorio. Valorizzare significa creare tutte le strutture idonee per la fruizione, intercettandone ogni potenzialità. La collettività deve poterlo vivere nella sua essenza di cerniera verso l’Europa, realizzandone le potenzialità del turismo di alta qualità».

Le connotazioni settecentesche degli edifici e dell’ambiente saranno mantenute, implementandole in conformità alle esigenze del terzo millennio. Roberto Terra, responsabile del progetto architettonico, conferma che «il filo conduttore è la conoscenza consapevole dei molteplici valori. Proporremo spazi innovativi dedicati alla collettività moderna, compreso un ampio parcheggio».

Lorenzo Jurina, curatore dell’assetto strutturale, evidenzia la necessità di tutelare «questo patrimonio edificato, per proiettarlo nel futuro. Abbiamo previsto l’applicazione di tutte le migliori soluzioni ingegneristiche disponibili, senza snaturare le preziose essenze, e intendiamo mostrare al pubblico le tante meraviglie finora rimaste nascoste».

Il parco e il giardino di Villa Sorra sono beni ambientali che ci accompagnano nel futuro attraverso rilevamenti e interventi mirati, con un’attenzione particolare riservata ai dettagli, memorie di unicità artistica. Il compendio – secondo Piergiacomo Mion di Sda Bocconi – è un esperimento progettuale che mette in comunicazione le eccellenze nazionali. Accanto c’è un bisogno sociale che interagisce con l'enorme patrimonio culturale locale. Lavoriamo perché questo made in Italy diventi luogo di eccellenza gestionale, centro di comunità, villa di delizia e polo di eccellenza».

La Fondazione di Modena, secondo il presidente Cavicchioli, «ha creduto nel progetto lavorando in continuità con le amministrazioni e i professionisti: se vogliamo recuperare la nostra identità storica dobbiamo partire dalla bellezza del territorio».

Davide Baruffi, sottosegretario alla presidenza della Regione, evidenzia che «c’è tutta l’Emilia Romagna in questo progetto, e l'idea di unire i territori significa costruire percorsi condivisi, esportando le eccellenze. Tutti i sistemi economici e produttivi ne beneficeranno, con i grandi investimenti che la Regione sta facendo nella cultura». —

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