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Il futuro del digitale si fa in... monastero con il Summer Camp e più di 130 giovani

Gabriele Farina
Il futuro del digitale si fa in... monastero con il Summer Camp e più di 130 giovani

Da domenica fino al 31 luglio lo spazio religioso riconvertito ospiterà ragazzi dagli 8 ai 17 anni impegnati in più attività

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Gabriele Farina

MONTECRETO. Il futuro del digitale in Italia digitale si costruisce in monastero. Prende il via domenica 27 il Summer Camp nazionale di Maker Dojo.

Fino a sabato 31 luglio lo spazio religioso riconvertito ospiterà oltre 130 giovani dagli 8 ai 17 anni. Sono i protagonisti dell’attività residenziale promossa in sinergia con Laboratori Aperti di Ferrara, Forlì, Modena, Piacenza, Ravenna.

«Circa la metà dei giovani proviene dall’Emilia Romagna – evidenzia Diego Teloni a nome dell’organizzazione – e la restante parte da tutta Italia. Abbiamo partecipanti da Torino e da Como, dalla Toscana e dalla Valle D’Aosta. La risposta dell’Emilia Romagna è importante, come quella dell’Appennino e della provincia di Modena, la cui partecipazione è sopra il 30 per cento».

«L’obiettivo più grande è valorizzare il territorio – sottolinea il sindaco Leandro Bonucchi – e ripopolare la nostra montagna». I partecipanti saranno suddivisi in tre gruppi sulla base dell’età. I più giovani (dagli 8 agli 11 anni) saranno introdotti al mondo dei videogiochi… da dietro le quinte. Impareranno a progettare scenari e a realizzare un controller con “Minecraft makers”. Approfondiranno i “mondi robotici” e si daranno da fare per una sfida precisa: “Costruiamo oggetti intelligenti”.

Nel gruppo successivo (11-14 anni) saranno due i percorsi essenziali: “Robotica educativa” ed “Elettronica creativa”. Il terzo gruppo (14-17 anni) si cimenterà nella progettazione di un videogioco funzionante con Python, senza dimenticare la sfida della “Robotica educativa” per creare un automa industriale. Le ragazze e i ragazzi che prenderanno parte al Summer Camp potranno occuparsi di attività collaterali quali tennis, calcio e visite delle aree verdi circostanti. Gli organizzatori seguiranno i partecipanti con educatori, forniranno le strumentazioni e i pasti, daranno a disposizione una mascherina al giorno. Non si prospetta una chiusura da “clausura” dopo i lunghi mesi di didattica a distanza.

«Il progetto accade a Montecreto – ribadisce Teloni – ma riguarda tutto l’Appennino. Oltre allo spopolamento, c’è bisogno di innovare. Il territorio è ricchissimo di cultura, di capitale umano e sociale. Inoltre, non è remoto anzi: è molto più vicino di quello che si pensa». La vicinanza emiliana è stata ribadita dal Comune di Ferrara, sostenitore del Summer Camp con Bper Banca e Italpizza. L’istituto di credito dimezza le rette per le famiglie bisognose. Ermanno Ruozzi, direttore regionale Emilia Centro per la banca, identifica quattro parole chiave: «Bravura, partecipazione, entusiasmo, ripartenza». L’azienda di San Donnino ha trovato un accordo con il progetto. «Purtroppo c’è stata comunicata l’impossibilità di ricevere immediatamente il prodotto – recrimina Jessica Donnarumma, specialista in comunicazione per la ditta modenese – per via delle strade molto strette, non compatibili per la consegna». Allo studio nuove collaborazioni. «Spero che le attività si espandano a raggio – l’auspicio di Fabio Sgaragli, direttore dell’innovazione per Laboratori Aperti – andando a toccare i territori più dispersi della regione». —

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