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l’associazione magistrati 

«Penalisti in sciopero, stop alla propaganda da parte degli avvocati»

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L’Unione delle Camere penali Italiane ha proclamato l’astensione dalle udienze per i giorni 24 e 25 giugno prossimi. Lo sciopero, cui si è unito anche il Coordinamento delle Camere penali dell’Emilia Romagna con un documento di adesione, trae spunto da una vicenda tragica dal punto di vista umano e tutta da scrivere dal punto di vista dell’accertamento processuale, riproponendo in termini risolutivi il tema della separazione delle carriere.

A farlo sapere è la giunta distrettuale dell’Emilia Romagna dell’Associazione nazionale magistrati: «La separazione delle carriere - spiega la giunta distrettuale - viene presentata da una parte dell’avvocatura come la soluzione ai problemi della giustizia penale e viene proposta, ancora una volta, in termini di consapevole attacco all’unità ed all’indipendenza della magistratura, corollario ineluttabile qualora si giungesse ad uno svuotamento della funzione giurisdizionale del pubblico ministero, potenzialmente soggetto ad un controllo esterno nel suo operato. Non è corretto - e non può essere accettato - definire “formalismi burocratici” i provvedimenti tabellari, che rappresentano, invece, il primo strumento a tutela e garanzia dell’applicazione del principio del giudice naturale precostituito per legge. Non è corretto - aggiunge la giunta distrettuale dell’Anm - e non può essere accettato porre il tema in termini di contrapposizione tra chi “ha a cuore il rispetto delle regole atte a garantire la terzietà del giudice e i diritti delle parti” e la stessa magistratura. Non è accettabile sul piano istituzionale ed è lesivo della dignità di chi ogni giorno, nelle stesse aule di giustizia, lontano dai clamori, porta avanti silenziosamente il proprio lavoro con “disciplina e onore”, nonostante le campagne di delegittimazione sistematicamente poste in atto».

La giunta emiliano-romagnola dell’Associazione nazionale magistrati fa quindi notare che «i temi della giurisdizione coinvolgono i diritti di tutti e vanno trattati con onestà intellettuale e approfondimento, non già cavalcando sentimenti di contrapposizione o sfruttando il momento di difficoltà della magistratura. La giunta distrettuale Emilia Romagna auspica che, deposto ogni intento di propaganda - chiude la nota dell’Anm - l’avvocatura, anche quella locale, si ponga come interlocutore leale e costruttivo, nel comune obiettivo di rendere ai cittadini un efficiente servizio sulla giustizia». —

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