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La mossa a sorpresa 

Una giocata d’anticipo per dare un messaggio a Bonaccini e Cavicchioli

davide berti

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dietro le quinte

davide berti

Così, a cavallo del pranzo di inizio estate, Gian Carlo Muzzarelli mette il suo “fermino” per alzare un po’ la temperatura, se mai ce ne fosse bisogno, all’interno dei corridoi della politica. Dire oggi, a tre anni esatti dalla tornata elettorale (a due dalla scelta del candidato che arriverà nell’inverno del 2023) quale sarà il percorso per definire il campo di gioco non è parlare a caso. È lanciare un segnale. Perché o Muzzarelli voleva vincere la sagra dell’ovvio con un laconico “anche a Modena faremo le primarie”, oppure aveva un obiettivo, e forse anche più di uno. Le primarie si sono tradizionalmente sempre fatte nel capoluogo da quando esiste il Pd, solo per il secondo mandato si è sempre passati per la conferma verbale del sindaco in carica. Quindi non è questa la notizia. Più interessante, sebbene con un anticipo olimpico, è decriptare i rumors che circondano piazza Grande dove certamente c’è chi sta già pensando a quello che sarà il futuro di Modena. Provando a dare un nome a questo messaggio, che non si autodistruggerà, in cima alla lista del sindaco c’è senza dubbio Stefano Bonaccini. Tanto vicini sul territorio quanto lontani sulla gestione politica, Muzzarelli e Bonaccini non se le sono mai risparmiate. In mezzo c’è Andrea Bortolamasi: assessore del primo e braccio destro del secondo, tutti lo davano per impalmato ma le sue quotazioni sono in discesa. Al di là del caso singolo, una dettatura bolognese per Muzzarelli non potrebbe esistere. Qui il sindaco recita più un ruolo da segretario provinciale. Se oggi Muzzarelli vedesse chiaramente un candidato, forse avrebbe giocato questa partita con un’altra tempistica. Se vedesse davvero Giulio Guerzoni, oggi capo di gabinetto in piazza Grande, come suo successore non avrebbe aperto questo fronte.

Tra i paletti che Muzzarelli mette tra le righe del suo post su Facebook ci sono altri due aspetti. Il primo è di chiara natura politica: coalizione larga, senza troppe discussioni a sinistra. Il secondo è la risposta a chi sta facendo credere a Paolo Cavicchioli, attuale presidente della Fondazione di Modena, di essere una possibile candidatura di ampio consenso in grado di unire più anime nel nome del futuro di piazza Grande. Quel nome, indipendentemente dalle qualità di Cavicchioli, lo dovrà invece esprimere il Pd passando dalle primarie. E pensare a un Cavicchioli nei circoli a caccia di voti fa un po’ sorridere. Discorso diverso se l’idea di fare il sindaco davvero piacesse a Cavicchioli, al punto da candidarsi fuori dal Pd. Allora sarebbe tutto un altro film. Per ora di fantascienza... —

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