Gazzetta di Modena

Modena

dopo l’acquisto di un’auto 

«Diffamati sui social» Ma il giovane è assolto

D.M.

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Le critiche sui social, si sa, possono costare care per le parole utilizzate, per quanto uno possa ritenere di essere nel giusto. A un 34enne di Modena il suo sfogo rischiava di costare particolarmente caro: non solo è finito a processo da tre anni, ma l’accusa ha chiesto per lui la condanna a sei mesi di carcere, ritenendo a tutti gli effetti diffamatorie le frasi a cui si era lasciato andare nel suo impeto di tastiera.

Alla fine gli è andata bene: ieri mattina il giudice Chiara Mutti ha pronunciato nei suoi confronti una sentenza di assoluzione. Che è stata un gran sospiro di sollievo per lui, accolta con soddisfazione dall’avvocato Stefano Giovanardi, che l’ha difeso passo dopo passo.

I problemi per il giovane modenese sono iniziati a fine 2017, quando ha pensato bene di affidare a un popolare social tutta la sua delusione, e la sua rabbia, nei confronti della ditta, non modenese, da cui aveva acquistato un’auto. Che si è rivelata non proprio nelle condizioni auspicate dal ragazzo. Non potendo tornare indietro sull’acquisto, ha pensato almeno di prendersi una soddisfazione approfittando della pagina social della ditta per dire liberamente quello che pensava, mettendo in dubbio la professionalità di chi vi lavorava. Che se n’è risentito a tal punto da sporgere querela.

«Ma è stata riconosciuto il principio costituzionale di libertà di critica – nota l’avvocato – espressa in maniera attinente e continente». —

D.M.

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