Grido d’allarme dello sport «È dura, siamo al limite»
Il punto su investimenti e impianti è stata l’occasione per tracciare un bilancio «Passivi notevoli, da qui a settembre molte associazioni potrebbero saltare»
Gabriele Farina
«Siamo al limite». Le associazioni sportive modenesi lanciano un grido di allarme. I presidenti si incontrano al parco Ferrari per l’incontro “Modena e lo sport”. Il punto sugli investimenti per gli impianti sportivi e sui diversi sostegni al mondo sportivo modenese, per superare le conseguenze della pandemia e prepararsi alla ripartenza, è stato fatto nel corso del convegno al quale sono intervenuti il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, l’assessora allo Sport Grazia Baracchi, l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bosi; Giammaria Manghi, capo della segreteria politica della Presidenza della Regione Emilia Romagna; Roberto Lamborghini, responsabile del Centro studi e ricerche di SG Plus.
L’orizzonte temporale è ristretto. Lo sguardo è rivolto a settembre tra speranza e paura. La speranza è di ripartire davvero, mettendo all’angolo la pandemia. La paura è di non riuscire a ripianare i buchi in molti, troppi bilanci.
«Non è detto che molte associazioni tipo la nostra non saltino - teme Mirco Merighi, presidente storico dell’associazione Amici del Nuoto - C’è un limite a tutto».
Il limite alle spese è oggettivo. Merighi ricorda una cifra: i diecimila euro mensili di spese fisse anche quando la piscina dei Vigli del Fuoco è stata chiusa. Un altro numero riguarda i 68 metri quadri di acqua da cambiare al giorno. Esiste poi un limite alla cattiva educazione, che può determinare un passo indietro nella lotta alla pandemia. «Tutti i giorni dobbiamo litigare per far indossare la mascherina», sbotta il presidente. La richiesta di aiuto allo Stato è forte. «Noi ce la mettiamo tutta per tirare avanti - ribadisce Merighi - sperando che a settembre non torniamo a fare passi indietro. In caso contrario, la vedo bruttissima».
Non è rosea la situazione presso la società Invicta Modena. Duecento gli iscritti a ottobre prima di una perdita «del sessanta percento», come sottolineato dal presidente Giuseppe Molinari. Il segno meno a spanne è di «21-22mila euro». Tra le spese, 1.400 euro per l’esame dei tamponi. «Il nostro sistema è fatto di tre ruote - esemplifica Molinari - se la ruota più grande, quella che ci porta più denaro, si arresta e devono andare avanti quelle più piccole, che costano di più, si crea uno scompenso. Non so in che modo potremo ripianarlo e in che tempi».
La squadra di serie B di hockey in line ha completato la stagione. «Abbiamo tentato di tutto dalla ginnastica al parco al “pro pattini” - ricorda Molinari - Qualche risposta è arrivata, ma senza grandi numeri».
Numeri in calo anche per il Modena Rugby. La fascia tra i 5 e i 12 anni ha confermato la quota di 160-180 iscritti. «Il problema è nella fascia tra i 16 e i 19 anni - conferma il presidente Enrico Freddi - perché effettivamente i ragazzi hanno risentito di non aver giocato. Tra i Seniores c’è stato poi qualche problema, derivante dalla paura del contagio». La disciplina ha conosciuto a novembre una “falsa partenza”. Freddi ricorda con piacere la ripresa delle partite dopo i primi allenamenti in presenza, ma a distanza ovvero senza contatti. «Speriamo che il peggio sia passato - conclude il presidente - Non voglio sembrare patetico, ma in guerra tutti gli anni si aspettava la fine. Speriamo ci sia la possibilità con il vaccino di ridurre i tempi di attesa». —
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