Gazzetta di Modena

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sassuolo. L’IMPRESA DI TECNOLOGIE PER IMPIANTI INDUSTRIALI 

Il concordato non salva l’azienda Fallita la “Manfredini e Schianchi”

Stefano Turcato
Il concordato non salva l’azienda Fallita la “Manfredini e Schianchi”

I creditori non hanno creduto nelle proposte per risalire. Una realtà nata nel 1962 con 30 addetti

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Stefano Turcato

La “Manfredini e Schianchi”, azienda di Sassuolo che si occupa di tecnologie per impianti industriali e macchine per il trattamento delle materie prime, da 60 anni presidiava il mercato del settore fino a raggiungere, cinque anni fa, un fatturato di 15 milioni di euro.

Nel febbraio scorso la Gazzetta aveva pubblicato la notizia del concordato con riserva per questa azienda e Fabio Schianchi, uno dei titolari, aveva precisato che si trattava di una scelta «per risalire» motivando la fase di difficoltà con le ragioni che nel 2020 avevano prostrato l’impresa sassolese per la pandemia. Trascorsi quattro mesi arriva la notizia, certamente non attesa, della dichiarazione di fallimento della “Manfredini e Schianchi”, depositata giovedì della scorsa settimana. Una batosta per i trenta lavoratori e d’altra parte lo stesso Schianchi aveva ammesso: «Se cinque anni fa avevamo fatturato una quindicina di milioni – diceva nel febbraio scorso – si deve considerare che nel 2020 ci siamo fermati a circa tre milioni di euro e non poteva essere altrimenti con tutto quello che è accaduto». Una lunga serie di ostacoli che Schianchi ha cercato di elencare: «Non solo il fermo produttivo per lungo tempo – aveva detto l’imprenditore – ma anche la difficoltà a incassare i pagamenti per lavori completati o commesse di grandissima importanza, come quelle che riguardano Corea e Marocco, rimaste congelate e tuttora non sbloccate. E il nostro settore aveva già subito un calo prima della pandemia».

Schianchi aveva anche evidenziato per quali motivi l’azienda potesse guardare avanti con fiducia: «A parte il fatto – aveva aggiunto – che nelle fasi difficili abbiamo sempre privilegiato i trenta dipendenti pagando gli stipendi, siamo riusciti a limitare la cassa integrazione e crediamo che la riserva sul concordato possa essere superata con il Piano che presenteremo alla scadenza. È basilare che i creditori, le banche, ci vengano incontro valutando le possibilità di risalire. Possibilità che si basano anche su un asset, la tecnologia Fusion per la preparazione a secco di impasti ceramici, un brevetto in grado di superare i problemi degli atomizzatori tradizionali con la soluzione definitiva dell’impatto ambientale dovuto alle polveri. Abbiamo costituito la società Manfredini & Schianchi Green Tech per perseguire questi obiettivi». Evidentemente i creditori hanno preferito optare per valutazioni diverse e questo ha segnato il fallimento dell’azienda, fondata nel 1962 da Umberto Manfredini e Gianfranco Schianchi per poi passare sotto il controllo dei cinque figli delle due famiglie. —



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