Gli presta il caricabatterie e lui lo difende dalla banda ma viene preso a cinghiate
Rapina sul lungomare con un carpigiano 23enne aggredito da tre africani Minacce all’altra vittima: «Bianchetto ti ammazziamo»
Piazzale Roma a Riccione, la zona che da viale Ceccarini porta in spiaggia. È lì che mercoledì pomeriggio un 23enne di Carpi e un 42enne di Macerata sono stati aggrediti, picchiati e presi a cinghiate da tre ragazzi africani, uno dei quali – un 21enne del Mali – è stato arrestato per aggressione e rapina.
Le due vittime si erano conosciute poco prima: il carpigiano stava cercando un caricabatterie per il suo cellulare che il marchigiano (un signore considerato un po’ ingenuo) gli presta. Entrano insieme in un negozio e utilizzano una presa di corrente. Mentre aspettano che il telefonino riparta fanno due chiacchiere all’esterno quando notano il gruppetto di ragazzi africani che li osserva e importuna le ragazze che passano.
Ma quando il 23enne B.B. esce dal negozio non trova più il suo conoscente a cui vorrebbe restituire il caricabatterie. Cerca nei paraggi finché lo ritrova: «Quei tre ragazzi mi hanno mandato via – confessa indicando la banda di cui fa parte il giovane del Mali – dicendo che ho rubato una maglietta». La vicenda sembra chiudersi lì quando i tre si rifanno vivi: questa volta circondano l’uomo di Macerata e gli rifilano alcuni colpi che gli provocano la rottura del setto nasale oltre a rapinargli 40 euro che custodisce nello zainetto. Ai carabinieri di Riccione racconterà di essere stato anche minacciato con frasi “razziste”: «Bianchetto, ti ammazziamo», gli avrebbero detto i tre. Interviene a quel punto l’amico carpigiano che prova a mettersi in mezzo e difendere l’altro, ma a lui vengono riservate alcune cinghiate prima della fuga. Perché i tre se la danno a gambe prima dell’arrivo dei carabinieri che raccolgono però le sommarie descrizioni. E poco più in là, accovacciato dietro un’auto, viene subito trovato il 21enne del Mali. Su disposizione del pubblico ministero Davide Ercolani finisce in arresto. A sua volta ha raccontato di aver reagito perché erano stati gli altri due a sbeffeggiarli per i video che stavano girando con l’intento di postarli su tik-tok. La versione, al momento, non è stata giudicata credibile. Per il carpigiano e l’amico, invece, i medici del pronto soccorso hanno optato per prognosi rispettivamente di 5 e 20 giorni. —
F.D.
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