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«Sul caso Formiggini deve intervenire il ministro Bianchi»

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«Il ministro dell’ Istruzione Patrizio Bianchi, per dieci anni assessore alla scuola della Regione, intervenga sul caso del liceo Formiggini dove, attorno al tema della legge Zan, si sono già consumate intimidazioni e minacce».

È questa la richiesta del sindacato scuola della Cgil (Flc nazionale, regionale e modenese). I fatti, riportati dalla Gazzetta nei giorni scorsi, vengono così ricostruiti da Flc che mette in fila le interrogazioni ai vari livelli dei leghisti.

«Al liceo Formiggini – scrive la Flc – durante l’ora di educazione civica si parla di discriminazioni e, su richiesta degli studenti, del progetto di legge Zan. Il primo a intervenire sulla stampa locale, stigmatizzando la lezione e parlando di “pagina nerissima” per la scuola, è l’assessore leghista all’ Istruzione del Comune di Sassuolo».

«A questo primo intervento assolutamente fuori luogo – continua la Flc – si aggiunge ieri quello del sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso. E anche nel caso del sottosegretario, i toni sono inaccettabili e intimidatori: si parla di tentativo di “manipolare gli studenti”, di “indottrinamento” e, addirittura, di strategia per trasformare la scuola in un centro di propaganda della teoria gender».

A fare eco alle contestazioni leghiste è un collega di partito, Alessandro Pagano, vicecapogruppo dei salviniani alla Camera, che minaccia un’interrogazione e richiede, con toni intimidatori, che vengano fuori subito i nomi e i cognomi dei responsabili». —

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