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Modena

I residenti: «Via Guaitoli non splende più»

Mauro Pinotti

Era una delle zone cuore pulsate della città ma adesso deve fare i conti con il degrado: «Ci sentiamo abbandonati»

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Mauro Pinotti

Via Guaitoli, detta anche “Via della Catena” tra nostalgia, degrado e speranze future. Fino a qualche anno fa era la più bella e frequentata via del centro mentre oggi è una via piena di serrande abbassate, di scritte fatte con lo spray su saracinesche e muri. Non ci sono bar né ristorantini per apericena.

«Siamo stati abbandonati – denunciano i residenti – Una volta l’amministrazione comunale aveva più cura di questa via. In alcune occasioni veniva addobbata, venivano stesi tappetini colorati. Ora viene abbellita solo a Natale con qualche luminaria. Per fortuna sono rimaste alcune piante ornamentali che danno un po’ di tono ma non sappiamo quanto dureranno dato che sono alla mercè di ragazzini maleducati che le rovinano».

Il riferimento è alla presenza, da qualche mese, di un kebab che, nelle ore serali, è frequentato da ragazzini, di cui alcuni piuttosto vivaci e abbastanza sfrontati tanto da compiere, per dispetto, atti vandalici, come urinare nei vasi delle piante, imbrattare di carte il pavimento, abbandonare bottiglie e lattine vuote. E spesso, poi, schiamazzi notturni che disturbano il sonno dei residenti. Carabinieri e polizia locale sono andati spesso davanti al kebab su segnalazione degli stessi residenti ma con scarsi risultati.

Da via Giudo Fassi, percorrendo via Paolo Guaitoli, si nota che i primi 200 metri della via sono costellati da serrande abbassate. E dove prima c’erano negozi ora ci sono garages. Andando verso il centro, verso la fine della via, ci sono alcuni negozi aperti come la sartoria di Irina Sudneva, di origine russa, da 16 anni in Italia e che ha sempre lavorato su questa via, il “Set Baby Calzature” di Riccardo Contini presenti ormai da 20 anni, “La Bancarella” di Luisa Baraldi il cui negozio è aperto dal 1967 grazie al padre Gino. C’è anche il forno “La catena” che riesce a tenere vivo il passeggio tra pane, dolcetti e pizze.

Via Guaitoli ha perso punti di riferimento importanti che animavano la zona: dopo un certo periodo di tempo non ha retto la caffetteria “Twenty one”, ha chiuso la piadinoteca “Perchè no”. Spariti negozi storici come “Il Gufetto”, con i suoi tanti articoli, “Tosi dischi” frequentato da tanti giovani e non per le ultime novità discografiche. A peggiorare la situazione di abbandono, la scarsa pulizia dei negozi chiusi. Alcuni commercianti e residenti che hanno i loro punti vendita o abitano nei pressi di questi locali hanno chiesto, invano, più volte, ai responsabili di aziende immobiliari o addirittura agli stessi proprietari di tenere pulite almeno le vetrine, ormai opacizzate dalla polvere ma soprattutto di togliere cartacce, foglie e sporcizia tra l'ingresso del locale e la serranda.

Forse l’intervento dell'amministrazione comunale che potrebbe imporre un minimo di decoro ad immobiliari e proprietari di negozi sfitti sarebbe gradito. Purtroppo come passano le mode anche via Guaitoli non è più attrattiva come un tempo. Ora i giovani preferiscono sperimentare altre zone seguendo le masse rinunciando così alla propria identità per adeguarsi agli altri e per poi finire con il sentirsi comunque inadatti ed infelici. —

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