«Ormai siamo rimasti in pochi Serve un “piano” di rilancio»
Irina Sudneva, è una sarta di origine russa, da 16 anni in Italia. Da sempre lavora in via Guaitoli dove ha aperto un negozio al civico 19. È talmente affezionata alla sua via che sulle vetrine ha affisso alcune vecchie foto che ritraggono le origini di questa strada. «È un vero peccato che abbia perso il suo fascino. Questa era la via più bella di Carpi. Siamo rimasti in pochi ad aprire le nostre attività alla mattina».
Al civico 25 c’è il negozio Stil Baby Calzature «Siamo qui da 20 anni, abbiamo vissuto lo splendore di via Guaitoli e ora viviamo il suo decadimento ma noi restiamo per la nostra affezionata clientela e per ridare un po’ di luce a questa via un po’ spenta». A parlare è Alice che posa, con orgoglio, davanti alla sua vetrina.
Si arriva a “La Bancarella” di Luisa Baraldi. Il suo è un negozio storico fondato da padre Gino nel 1967. «Facciamo del nostro meglio per animare la via che era il cuore di Carpi – spiega Luisa – Siamo circondati da negozi chiusi e saracinesche abbassate. Ci vorrebbe un piano di rilancio ma pare che al posto dei negozi vogliano realizzare dei garages».
Prima di arrivare alle colonnine di marmo unite dalla catena che dà appunto il nome alla “via della catena” c’è il forno dove lavora una commessa. «Purtroppo da punto di riferimento di qualche anno fa, via Guaitoli si è spenta anche perché mancano tutti quei locali tipo ristorantini e stuzzicheria. Non c'è più neanche un bar».
Si cerca di ovviare alla situazione con qualche “stratagemma” Per non tenere spenta un’altra vetrina, c’è chi usa il locale per una mostra temporanea di abiti da sposa come nel caso di “Angelica atelier”. —
M.P.
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