Tari: la Lega e il Gruppo Misto lasciano la seduta del Consiglio
La protesta non contro l’Amministrazione ma Hera come erogatore di servizi La riforma del testo sulla Tari porterà a un rincaro dell’8%. «È inaccettabile»
Stefania Piscitello
FIORANO. Un consiglio comunale particolarmente discusso quello dell’altra sera a Fiorano, che ha visto tra le altre cose il debutto del “Gruppo Misto” di Gualmini e Manfredini. La seduta, infatti, ha visto sia la minoranza rappresentata dal gruppo Lega Salvini Premier che il Gruppo Misto, lasciare l’aula in segno di protesta. Non tanto verso l’amministrazione, quanto verso Hera come erogatore di servizi. Al centro del dibattito, la Tari. Tutto nasce dalla riforma del testo unico ambientale: «Ha creato dei dubbi interpretativi importanti – ha spiegato la dirigente comunale nel corso della seduta – in questi mesi ci siamo confrontati con i rappresentanti dell’industria e le associazioni di categoria, che hanno detto che da gennaio non avrebbero pagato più nulla, se non sulle mense e sugli uffici. Quindi esentati tutti i magazzini, tutta l’area di lavorazione. Per Fiorano, si parla di 462mila metri quadri. Tutta la “categoria 20”». Il Comune in questi mesi ha lavorato, cercando la soluzione migliore per affrontare la questione. Alla fine l’amministrazione ha deciso di seguire una linea che dice che «delle attività industriali sono esentate solo le aree di lavorazione e i magazzini di materie prime. Il resto, continuerà a pagare». La normativa, ha spiegato la dirigente, «non è chiara e non è detto che la cosa sia tranquilla». La normativa, prevede una serie di altri punti, che il Comune ha dovuto recepire: fatto sta che si è calcolato un incremento dell’8 per cento. Sempre sulla Tari si votava sull’approvazione di tariffe e agevolazioni basate sull’Isee. «Mi sento in difficoltà – ha detto Gualmini – ad andare a dire ai miei concittadini che abbiamo aumentato la Tari dell’8 per cento ma diamo agevolazioni vincolate all’Isee. È complicato, sono i raggi-x della situazione economica. Dopo un anno e mezzo disastroso non me la sento di fare un aumento del genere, o di accettare questo pacchetto che non si può emendare». Bastai, del Gruppo Lega, pur affermando di comprendere come l’amministrazione abbia cercato di lavorare al meglio ha aggiunto: «Forse c’era da analizzare meglio la situazione, siamo contrari all’aumento delle tariffe in questo periodo. Il nostro gruppo lascia la seduta. Il tariffario si sarebbe dovuto studiare meglio per incidere in modo più determinato oppure per avere un abbassamento di questo 8 per cento». Anche il Gruppo Misto ha deciso di lasciare l’aula, in segno di protesta: «Comprendiamo le difficoltà dell’amministrazione di subire le normative, ma è responsabilità di un consigliere esprimersi sui singoli punti. Non possiamo essere a favore perché è impensabile accettare un aumento dopo quello che c’è stato lo scorso anno. Quindi per dare un segnalo anche il gruppo Misto lascia l’aula». Solo la maggioranza è rimasta al teatro Astoria. —
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