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IL COMITATO no autostrada 

«Cispadana, la Regione prenda atto che l’opera non è sostenibile»

Mattia Cocchi
«Cispadana, la Regione prenda atto che l’opera non è sostenibile»

Tagliavini: «Bonaccini non deve prendersela con il governo» «Si torni al progetto di strada a scorrimento veloce»

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Mattia Cocchi

Nei giorni scorsi il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha fatto visita a Mirandola e parlato ad una convention organizzata dal Pd dell’Area Nord. Sul tavolo soprattutto il futuro delle infrastrutture del territorio: quelle già esistenti e su cui investire (leggi Statale 12 Canaletto) e quelle future (Cispadana). E, ovviamente, le sue parole sul tema della Cispadana hanno riacceso il dibattito sull’opera che si trascina da anni tra annunci e polemiche. Il Coordinamento Cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce interviene, quindi, rispondendo alle parole del presidente Bonaccini, che aveva sottolineato come l’argomento Cispadana fosse in testa alla lista dei temi da affrontare con il governo Draghi. «Siamo ancora increduli ed allibiti della sfrontatezza sfoderata dal presidente Bonaccini in occasione dell’iniziativa di Mirandola per parlare di Cispadana. L'evidente incapacità della Regione — spiega Silvano Tagliavini a nome del coordinamento — come concedente e di ARC come concessionario di procedere alla realizzazione della autostrada come da proclami susseguitisi dal 2010 in poi si trasforma ora in una sorta di accusa all'attuale Governo di non sostenere economicamente questa infrastruttura proclamata più volte come “di esclusiva competenza regionale”. L’annunciata “sostenibilità economica”, peraltro datata maggio 2020, di cui si parla è una evidente, già ad una prima sommaria valutazione, mistificazione della reale situazione. Numeri che si accavallano senza peraltro mai darne precisa giustificazione, valutazioni trasportistiche che non tengono conto degli attuali e futuri scenari in ambito regionale, nazionale ed europeo - prosegue Tagliavini - Poi la questione del doveroso, secondo Bonaccini, impegno finanziario di 200 milioni di euro da parte Governo che sarebbe una ulteriore prova della insostenibilità finanziaria dell'opera. Per non parlare della “allegra" superficialità politica e amministrativa nella gestione del contratto di concessione. A fronte di tutto questo chiediamo ancora una volta una seria presa d'atto da parte della Regione della assurdità di questa scelta infrastrutturale ed il ritorno al progetto di strada a scorrimento veloce, già approvato dalla stessa Regione nel 2004 e in parte già attuato, con la realizzazione dei tratti mancanti. Soluzione sicuramente più veloce nella tempistica — conclude Silvano — meno onerosa per la Regione e rispondente alle reali necessità del territorio attraversato». —

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