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Dal sedicenne al pensionato gli ottanta insostituibili volontari della Croce Blu

Mattia Vernelli
Dal sedicenne al pensionato gli ottanta insostituibili volontari della Croce Blu

Più di 1800 interventi negli ultimi due anni per l’associazione che non si è mai fermata anche nel periodo del totale lockdown 

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Mattia Vernelli

CASTELNUOVO. Più di 800 emergenze sventate nell’arco di due anni solari. Contando anche i servizi alle persone, il bollettino di interventi sale a 1700, per una media di due interventi e mezzo al giorno. Sono solo alcuni numeri dell’operato della Croce Blu di Castelnuovo. «Dedizione quotidiana e tanta passione», dicono Ivano Tonozzi e Michael Cuoghi, rispettivamente presidente e vice dell’associazione. «Alla base, com’è ovvio, la volontà di aiutare il prossimo. Qui è tutto volontariato, è qualcosa che senti dentro. Per le emergenze siamo coordinati dal 118. to. I servizi diurni alle persone, invece, sono principalmente privati: possono essere trasporti provette, dimissioni da ospedali, assistenza sanitaria». Sono un’ottantina i volontari che hanno aderito alla Croce Blu di Castelnuovo. Di ogni età: dal sedicenne, che fino alla maggiore età non può fare interventi emergenziali, al pensionato. L’associazione si serve di tre ambulanze, un pulmino per trasporti diurni attrezzato per disabili, e un Doblò. Oltre al presidente e al vice, l’organigramma si compone di un segretario, un tesoriere e un responsabile della formazione. «Quest’ultima figura – spiega Michael - è davvero importante: è suo il compito di tenere corsi di aggiornamento, per rispolverare periodicamente le pratiche. Le linee guida e i protocolli sono dettate da Anpas, Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze. Per intervenire in emergenza sono necessari circa due mesi di corso, tenuti da infermieri e medici, dove viene data un’infarinatura a 360 gradi. Poi ci sono altri corsi più specifici, il Blsd, che insegna ad usare il defibrillatore e il massaggio cardio polmonare; e Il Ptc, che riguarda i traumi dove impari ad immobilizzare una persona incidentata». Al culmine della crisi pandemica, quando il lockdown spogliavano le strade da persone e macchine, gli automezzi dell’associazione non si sono mai fermati. «Eravamo attivissimi – dice Ivano - in tutti i settori: intervenivamo nelle emergenze ma anche nel sociale, collaboravamo con il comune per assistere le persone isolate in casa. Gli portavamo la spesa, buttavamo il pattume, assistevamo gli anziani, e andavamo a prendere le persone dismesse dagli ospedali». Negli ultimi due anni l’Associazione ha realizzato 131 trasporti Covid, per un totale di 72 ore di viaggi. Tra i numeri spiccano anche i 205 pc ai ragazzi per la didattica a distanza. Le spese sono state 66, 256 i pattumi ritirati e 32 le consegne dei farmaci a chi ne aveva bisogno. «È molto più che un ritaglio serale – conclude Michael - per noi è un secondo lavoro. E alla fine basta un "grazie". È la nostra paga». —

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