L’asilo Varini chiude i battenti «Non si disperda il suo valore»
L’appello dei genitori: «La professionalità delle maestre venga valorizzata» Un papà: «Siamo sconfortati. Ho 48 anni e l’ho frequentato, come ora i miei figli»
Serena Arbizzi
SAN POSSIDONIO. «Il nostro desiderio è che ora che la saracinesca si abbassa sull’asilo Varini, tutto il patrimonio accumulato, di conoscenza e umanità, non vada disperso con la sua chiusura. E che le maestre Mara, Matilda e Cristiana possano essere valorizzate perché la loro professionalità è molto vasta e con i nostri figli ha fatto la differenza».
I genitori dei bambini che frequentano l’asilo parrocchiale Varini hanno iniziato un amaro conto alla rovescia. Manca pochissimo, infatti, alla chiusura di quella che è stata un’istituzione a tutti gli effetti. Un simbolo, frequentato anche da tanti genitori che ora accompagnano i figli a scuola e che tra quelle pareti hanno piantato le radici del diventare adulti. Quest’anno la parte “primavera”, dai 2 ai 3 anni, è stata chiusa.
«Oggi, l’asilo conta una “bolla” con 19 bambini – spiega Luca Bombarda, uno dei papà – Ci sono tante peculiarità che rendono questo luogo prezioso. Ad esempio, c’è una suora indonesiana che insegna ai bimbi a contare in spagnolo, o nella sua lingua d’origine, o, ancora, in inglese. E anche le canzoncine tendono a intonarle in lingua straniera. Negli anni abbiamo collaborato con un’associazione, “i Fiol d’la schifosa”, di Concordia, che realizza il “Pork Factor”, come comitato genitori». Tramite iniziative come questa è stato possibile effettuare donazioni all’asilo.
«Il giardino è dotato di tavoli sensoriali, per la manipolazione e così via – continua Bombarda – Prima della pandemia, nel 2019, abbiamo allestito una sala del riuso con bottigliette, tappi, cartoni... I bambini con queste cose che una volta erano rifiuti, ricavavano altri oggetti. Ed è un’iniziativa sempre realizzata con “i Fiol d la schifosa”. Mi dispiace, ora, che venga disperso questo patrimonio. Colgo l’occasione per ringraziare profondamente le maestre per il loro lavoro che svolgono con grande esperienza e umanità».
«Anche io ho frequentato l’asilo Varini – aggiunge Giuliano Gavioli, un altro papà – Adesso ho 48 anni. Il mio stato d’animo è di profondo sconforto, così come quello di mia figlia Alice, che ha 7 anni ed è stata al Varini, mentre mio figlio Lorenzo lo sta frequentando. Io mi sono seduto sulle stesse panchine che ci sono oggi, quando facevo l’asilo: lo spessore degli oggetti di una volta... Le maestre hanno dato tanto ai nostri figli, che hanno anche dormito all’asilo la notte di fine anno. Il giorno successivo, le maestre e il sindaco davano una medaglia per il coraggio ai bimbi. – continua Gavioli – Purtroppo, abbiamo cercato varie strade perché la struttura non chiudesse, invano. Ed è un vero peccato, perché questa è come una famiglia». —
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