Conad cresce ancora e investe 50 milioni nel Modenese per il polo logistico
Ugo Baldi, amministratore delegato del gruppo rivela: «Apriremo altri punti vendita e faremo assunzioni»
Paolo Toccafondi
Sono lontani i tempi di quando due piccole cooperative nascevano a Modena e Pistoia, un’alleanza di negozianti contro l’arrivo dei supermercati, figuriamoci. Era il 1960 e quei due torrenti sono diventati i fiumi Conad Tirreno e Nordiconad che tre anni fa si sono uniti dando vita a Conad Nord Ovest, un gigante della grande distribuzione che ha chiuso il bilancio 2020 approvato dai soci pochi giorni fa con un fatturato di 4, 5 miliardi di euro, un utile netto di 68 milioni e un +7, 4 per cento nelle vendite.
E questo nell’anno della pandemia. Ma il legame col passato non si è interrotto. Modena e Pistoia sono ancora le due sedi del gruppo. E c’è un uomo che si ritrova sempre, fin dalle origini, dietro a questo lungo percorso di aggregazione di centinaia di soci, caso più unico che raro di longevità tra i manager: Ugo Baldi, 74 anni, è l’ad di Conad Nord Ovest, ma è stato anche, come ricorda con legittimo orgoglio, «il dipendente numero 3» di quella prima coop pistoiese. Nella sede pistoiese Baldi, il “signor Conad”, fa il punto sulle prospettive del gruppo con l’aiuto di Paolo Sardi, responsabile pianificazione strategica, partendo dai motivi che hanno portato al segno più in questo anno difficile. «Si sono difese meglio le aziende multicanali come la nostra – dice Baldi – i negozi grandissimi sono andati peggio, quelli grandi così così, quelli medi e piccoli hanno aumentato le vendite».
La pandemia come ha cambiato la grande distribuzione?
«Ha accentuato i cambiamenti già in atto. L’e-commerce ha avuto un ulteriore impulso e noi lo svilupperemo. Il servizio “ordina e ritira” c’è già in molti nostri supermercati, lo estenderemo in tutti i territori con consegne a domicilio e soprattutto con l’utilizzo dei lockers».
Possiamo tradurre con “armadietti di sicurezza”?
«Sì. Perché le consegne a domicilio non potranno essere sempre gratuite, mentre i lockers diventeranno un’opportunità da estendere anche fuori dal punto vendita: potremo metterli nelle stazioni ferroviarie o della metro, nelle hall degli ospedali o delle fabbriche».
La spesa va incontro al cliente.
«Esatto. Il cliente fa la spesa su internet, noi gliela prepariamo e la lasciamo in un posto il più possibile vicino a dove lui si trova o può passare».
Cambieranno anche i supermercati?
«Io credo che gli spazi di 8.000-10.000 metri quadri non esisteranno più. I centri commerciali hanno avuto più difficoltà, mentre i Parchi commerciali, dove le strutture sono separate, hanno più prospettiva, semplicemente perché hanno meno costi. Noi ci fermeremo ai 4.500-5.000 mq dei nostri “Spazio Conad”».
Nel periodo della pandemia sono andati bene i discount.
«Per noi è una sfida: la nostra ambizione è di rispondere con prezzi bassi e qualità. Il principio che seguiremo sarà: prezzi più bassi tutti i giorni e meno offerte speciali. Ma il consumatore chiede anche prodotti del territorio. Noi siamo stati i primi a puntare sul localismo, coinvolgendo i produttori locali del fresco. Il localismo si lega alla nostra attenzione alle comunità. Ci tengo a ricordare che nel 2020 abbiamo dato 10 milioni di euro in iniziative di solidarietà. Alla Caritas abbiamo donato l’equivalente di 160mila pasti che hanno raggiunto oltre 10.500 famiglie. Una presenza capillare».
La sostenibilità è la nuova parola d’ordine.
«Per noi vuol dire anche fare attività economica in maniera diversa. Non seguiremo più lo sport professionistico, ad esempio. Siamo sponsor del Basket Pistoia, ma dal prossimo anno gli chiederemo di togliere il nostro nome dalle maglie. Non toglieremo il contributo ma chiederemo che sia destinato alle squadre giovanili sotto i 16-17 anni. Il nostro aiuto andrà allo sport giovanile, alla scuola, alle onlus, alle chiese da riaprire. Abbiamo fatto accordi con la Caritas e Last minute market che vengono a ritirare i prodotti vicini alla scadenza. E anche con il Refettorio di Massimo Bottura per la fornitura di prodotti alle sue mense di Modena e Bologna».
Quali sono le aperture imminenti?
«A Cecina apriamo entro settembre un grande Parco commerciale con superstore. Qui ci saranno anche bistrot, il petstore e un distributore di benzina che anticiperà l’apertura a fine luglio. Prima toccherà a Capoliveri dove a luglio aprirà un negozio di 300 mq e a Rio Marina, dove a novembre aprirà uno store di 500 mq. Infine c’è Prato dove a fine anno aprirà un supermercato in centro, in piazza San Francesco».
E nel prossimo biennio?
«Nel 2022 le aperture previste sono a Castelnuovo Garfagnana, Pisa centro, Siena, Massa e Gavorrano. A Siena e Massa sono grandi supermercati sui 1. 500 metri quadrati, gli altri tre sono di 7-800. Nel 2023 si lavora su Arezzo per un grande Spazio Conad da 3. 000, a Follonica e Orbetello (entrambi da 1. 500 mq) e poi c’è Madonna dell’Acqua alle porte di Pisa, uno Spazio Conad da 4.500 mq che si trasferisce».
E in Emilia?
«Quest’anno apriremo a Nonantola (600 mq) e Modena, nel quartiere Madonnina (1.200 mq, un trasferimento). Nel 2022 abbiamo un grande progetto a Carpi ancora in via di definizione e altri progetti su Modena e provincia. A Ferrara siamo più deboli e vogliamo rafforzare la nostra presenza in città in provincia. Abbiamo in corso molti contatti».
Investirete anche nella logistica?
«Molto. Chiuderemo il centro di smistamento di Anzola (Bologna) e porteremo tutto a Modena dove sono previsti 50 milioni di investimento per un ampliamento del polo nei prossimi due anni. A Montopoli ristruttureremo la torre alta 30 metri dove si muovono su e giù solo carrelli al buio che vanno a pescare pallet con la merce. Nella nuova soluzione, ancora più sofisticata, i carrelli potranno prelevare direttamente il singolo pacco. Ai 55mila metri quadri ne aggiungeremo altri 30mila per un investimento di 18 milioni».
Farete assunzioni?
«Si può parlare di 800-1.000 nuovi posti di lavoro nel triennio».
In un’intervista del 2017 lei aveva annunciato che nel 2020 avrebbe lasciato Conad. Il 2020 è già passato.
«Nell’agosto del 2018 con l’amministratore di Modena, Alessandro Beretta, abbiamo deciso la fusione e nel 2019 l’abbiamo fatta. A quel punto non potevo abbandonare e ho rinviato il congedo. Me ne andrò a giugno del 2022 e posso farlo tranquillamente, perché Conad Nord Ovest è in buone mani» . —
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