Dalla Fondazione 700mila euro per l’hospice ma restano dubbi
Palazzo Brusati Bonasi conferma il proprio impegno «Però la collocazione vicino al Secchia non è idonea»
Serena Arbizzi
Sosterrà concretamente e con un sostanzioso contributo la realizzazione dell’Hospice, ma le perplessità rimangono e non vengono nascoste.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ha deliberato lunedì sera, in Consiglio d’indirizzo, un contributo di 700mila euro per l’Hospice a servizio dell’area nord, promosso dalla Fondazione San Martino Onlus nell’area dell’ex-Fornace di Budrighello a Ponte Pioppa di San Possidonio. Si tratta di un passaggio arrivato al termine di un’approfondita valutazione, con cui Palazzo Brusati Bonasi mette in campo, come annunciato dal presidente Corrado Faglioni, «un programma pluriennale di azioni immediato, efficace e tempestivo volto ad alleviare le sofferenze dei malati soggetti alle cure palliative, anche rispondendo ai bisogni delle loro famiglie».
Entrando nel dettaglio, il contributo è suddiviso in più parti: 200mila euro per il sostegno dell’assistenza domiciliare (50mila all’anno, dal 2022 al 2025), e ulteriori 200mila euro per il potenziamento dell’assistenza psicologica, sempre per lo stesso periodo. Questa decisione è «in linea con il Piano nazionale di ripresa e resilienza che ha evidenziato come una mutata situazione dei bisogni, radicalmente intensificata dal contesto Covid, indichi la “Casa come primo luogo di cura, assistenza domiciliare e telemedicina”», rimarca Faglioni.
Gli altri 300mila euro sono finalizzati al completamento dell’edificio, comprese le dotazioni e gli arredi, ed è subordinato all’avvio e all’ultimazione della costruzione o ad altre strutture alternative.
«Se la somma non fosse investita per questa finalità – continua il presidente – potrà essere indirizzata alla prosecuzione del programma di assistenza domiciliare per altri tre anni».
L’assegnazione della Fondazione tiene inoltre conto delle «criticità relative al progetto emerse a seguito del costante confronto sviluppato anche grazie al lavoro di un’apposita commissione interna, perché le parziali integrazioni documentali fornite non hanno chiarito le numerose incertezze sempre evidenziate dalla Fondazione», che, tuttavia, ha tenuto conto del parere favorevole delle amministrazioni comunali coinvolte, che hanno sottolineato la necessità della struttura e l’idoneità della scelta espressa.
Da parte della Fondazione Cr Carpi, in particolare, rimangono perplessità circa il luogo e l’imponente quantità di fondi necessaria a completare l’opera, che si conta di ottenere tramite donazioni. «La collocazione scelta – rimarca Faglioni – non appare la migliore soluzione per le caratteristiche idrogeologiche del luogo data la prossimità al fiume Secchia. La mancata individuazione del soggetto a cui sarà affidata la futura gestione, che non risulta definito nell’ambito del protocollo di intesa sottoscritto tra la Fondazione San Martino Onlus e l’Ausl, l’incerta sostenibilità finanziaria futura dell’intervento, che resta affidata a eventuali donazioni private per un ammontare rilevante, anche tenuto conto del contesto Covid e della conseguente crisi sociale; e infine riguardo i costi di realizzazione, che presentano valori specifici di costruzione al metro quadro molto elevati, e significativamente superiori alla media di analoghe strutture», conclude il presidente. —
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