«L’ultraleggero? Solido e con poche ore di volo»
«Per il club è il primo incidente serio in 20 anni, il pilota eseguiva le manovre guidato via radio dall’istruttore a terra. È uscito illeso, questo è importante»
Saverio Cioce
«Questo è il primo incidente in più di vent’anni di impegno per mettere le ali agli appassionati dello sport areo. Qui a Sassuolo abbiamo avuto più di 200 persone che hanno preso uno a più brevetti, costi contenuti e un numero di appassionati in continua crescita. Paradossalmente anche l’incidente che ha coinvolto il nostro allievo, che aveva appena superato l’esame, dimostra la serietà con cui addestriamo i futuri piloti, Lui aveva preso l’abilitazione da pochi giorni, stava seguendo gli ordini dell’istruttore che da terra lo stava guidando via radio per alcune manovre. Poi c’è stato l’incidente, ma il pilota è uscito con le sue gambe. Ammaccato ma indenne».
Non esagera con l’ottimismo Angelo Montalti, 58 anni, responsabile della sicurezza del volo nel Club Aeronautico di Sassuolo. Lui ha cominciato da ragazzo con gli alianti, ha preso il brevetto di volo a vela e da quel momento non ha mai smesso di guardare Sassuolo dall’alto. Travolto dalla passione per gli aerei è, in un certo senso, la colonna portante della struttura che a fianco del Secchia funziona sia da scuola che da club e da centro logistico per la Protezione Civile. Nella vita di tutti i giorni lavora in un’azienda di meccatronica a Sassuolo.
«Compreremo un altro aereo - continua - Ne rimane uno solo per l’addestramento. I più di trenta allievi che si davano il cambio sui due velivoli per conseguire i brevetti dovranno fare la fila. ora ce n’è solo uno disponibile. Del resto quello era un velivolo molto robusto, un Sila 450 di fabbricazione serba, con poco più di 400 ore di volo. Praticamente nuovo. Ovviamente era assicurato ma adesso è ancora presto per decidere cosa compreremo e quando arriverà quello nuovo. Quello caduto va in rottamazione, non si può recuperare quasi più nulla».
Nel mondo degli ultraleggeri, ovvero i velivoli due soli posti, gli appassionati sono in continua crescita per la semplicità di guida, i costi contenuti e la possibilità di decollo e atterraggio in più di 700 aviosuperfici e campi di volo in tutta Italia.
«A livello nazionale - continua Montalti, con un pizzico di orgogliosa scaramanzia - siamo tra i migliori d’Italia per quanto riguarda la preparazione e la sicurezza. È un dato oggettivo, sostenuto dai fatti, dai pochi incidenti e soprattutto dalle molte ore di volo che ognuno degli appassionati compie durante l’anno. Un esempio? Il primo brevetto costa tra i tre e i quattromila euro; non ci sono costi per mantenere il brevetto attivo, obbligatoriamente, e ogni ora di volo costa 100 euro, tutto compreso. Qui tantissimi mettono insieme tra le 50 e le 70 ore all’anno. Non è necessario essere proprietari di un aereo, spendere 100 mila euro. Anche i mezzi per volare, in definitiva, costano quanto una potente berlina sportiva. E rispetto a soli vent’anni fa consumano un terzo, sono più leggeri e maneggevoli, hanno un’autonomia maggiore. Sono mezzi che, con le loro caratteristiche vincolanti, sono ritenuti dalla legge adatti per il diporto e l’uso sportivo».
Per gli 80 soci del Club Aeronautico di Sassuolo ora si apre un’altra pagina e già si pensa al nuovo aereo da comprare. —
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