Ripresa scuola, la Regione Emilia Romagna: "Mai più lezioni in Dad per gli studenti vaccinati"
L'assessore regionale Donini: "I ragazzi andranno a lezione in classe qualunque sarà il quadro epidemiologico. AstraZeneca? Anticipiamo la secoda dose"
MODENA. Mai più didattica a distanza per gli studenti vaccinati». A dirlo l’assessore alla Salute dell’Emilia Romagna Raffaele Donini che guarda già al periodo autunnale quando le scuole riprenderanno. «Per i ragazzi dai 12 ai 19 anni chi si sono prenotati a luglio – afferma Donini – possiamo già dire che ci sono le condizioni per consentire il richiamo prima dell’inizio della scuola. Sarebbe infatti un risultato importante, dopo che si è già raggiunto oltre l’81% di immunizzazione del personale scolastico, docente e non docente, vaccinare anche la popolazione in età scolastica. Solo così – chiude l’assessore – la scuola potrà affrontare la ripartenza senza più ricorrere alla didattica a distanza, perché credo sia giusto, per la popolazione vaccinata, che possa sottrarsi a qualunque provvedimento di quarantena e di didattica a distanza, qualsiasi scenario epidemiologico dovessimo avere in autunno».
Massima fiducia da parte di Donini, con la speranza che la quota di adesione nell’età adolescenziale cresca, visto che attualmente in provincia di Modena è di poco superiore al 30%. Un risultato che deve essere incrementato per il raggiungimento dell’immunità di gregge. L’assessore inoltre si dice preoccupato per la fornitura di vaccini a luglio.
«Come molte altre Regioni – sottolinea Donini, che guida anche la Commissione Sanità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome –, condividiamo le preoccupazioni per le forniture vaccinali di luglio con le quali, ancora oggi, pur in una situazione da considerarsi dinamica, non pare scongiurato il rischio di rinviare una parte delle prenotazioni. La nostra speranza è quella di vaccinare tutti coloro che si sono prenotati per la prima dose, insieme a coloro che vedranno concludersi il ciclo di immunizzazione con la seconda dose. Attendiamo i prossimi giorni affinché, dal confronto tra Conferenza delle Regioni da un lato e Governo e autorità commissariale dall'altro, possano giungere ulteriori elementi di certezza sulle forniture».
Quello che è certo è che «assicureremo le seconde dosi per tutti coloro che dovranno completare il ciclo di immunizzazione, e siamo disponibili anche ad anticipare il richiamo alle persone ultra 60enni per le quali sia prevista la somministrazione con AstraZeneca – aggiunge l’assessore –. Anche se ad oggi abbiamo vaccinato almeno con una dose quasi il 90% della popolazione ultra 60enne, non rinunceremo a sollecitare e a invitare questo target di popolazione a vaccinarsi con iniziative anche itineranti o Open day, oltre che attraverso l'attività dei medici di medicina generale, utilizzando le dosi a disposizione di AstraZeneca e Johnson&Johnson».
Insomma la Regione cerca di coinvolgere il maggior numero di persone nella campagna vaccinale, una sorta di “recupero” di tutti quei cittadini che finora non hanno aderito. Con particolare attenzione per i più anziani che sono anche quelli che rischiano di più in caso di contagio. Ma non solo. Anche coloro che magari non sono a conoscenza delle modalità per richiedere la vaccinazione. Anche per questo l’Emilia Romagna ha deciso di tradurre in sei lingue le informazioni più utili sui vaccini.
«Un aiuto concreto – fa sapere la Regione – Abbiamo deciso di tradurre in alcune delle lingue maggiormente diffuse tra gli stranieri presenti in Emilia-Romagna - albanese, arabo, cinese, francese, russo e urdu - le Faq pubblicate dall’Agenzia italiana del farmaco già disponibili in italiano e inglese». «La campagna vaccinale deve rivolgersi a tutta la popolazione in modo inclusivo, garantendo informazioni trasparenti e chiare anche a cittadine e cittadini stranieri– sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein –. Per questo abbiamo ritenuto necessario promuovere un’informazione corretta e comprensibile anche e soprattutto per chi ha ancora difficoltà a comprendere la nostra lingua». —
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