Summer camp “Miriam Tozzi” si studia e si gioca quasi gratis
Una retta minima garantisce doposcuola e tante attività Da sei anni venti volontari seguono i bambini all’aperto durante i giorni lavorativi
Beppe Manni
Dal 16 giugno al Villaggio Giardino sotto il gazebo di piazza Guido Rossa, ogni mattina i possono vedere ragazzi, e ragazze, bambini e bambine delle scuole elementari e scuole medie: divisi in gruppi sotto la tettoia del gazebo o distribuiti nelle varie panchine e tavoli tra il verde, fanno ‘i compiti’ oppure altre attività come scacchi, origami, attività artistiche, pattinaggio ping-pong o gioco libero e altro. È il centro estivo al Villaggio Giardino ‘Miriam Tozzi’, gestito da un gruppo di 20 volontari e volontarie ormai al sesto anno di questa bella esperienza. Il centro funziona dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30 fino al 23 Luglio. Molti sono i centri estivi a Modena gestiti dal Comune, dalle polisportive, dalle parrocchie: forniscono un importante servizio alle famiglie che non possono gestire i loro figli per impegni lavorativi. L’originalità del centro del Villaggio è la quasi completa gratuità dei partecipanti dovuta alle donazione di libri della Casa delle Culture di Modena, al contributo del quartiere del Villaggio Giardino, e di altre associazioni, Cisl Pensionati, Città e scuola. E grazie specialmente alla collaborazione totalmente gratuita degli educatori. Celso, il responsabile dell’organizzazione, racconta: «Alcuni di noi vengono dalla ‘fucina’ del Villaggio Artigiano, dove abbiamo personalmente partecipato al doposcuola negli anni 70 dove avevamo sperimentato una didattica nuova, con teatro , lettura quotidiani ,attività artistiche, che avevano favorito il crescere della creatività e della consapevolezza civile. Quella esperienza è stata una importante fonte di ispirazione per noi».
L’idea di reinventare questo “doposcuola” come vi è venuta? «Modena ha un buon supporto scolastico con il tempo pieno; d'estate però almeno il 50% dei ragazzi è abbandonato a se stesso. L’alto costo dei centri estivi taglia fuori i ragazzi di famiglie numerose e specialmente i figli dei migranti. Nel nostro centro abbiamo la più alta percentuale “scolastica” di stranieri: il 35%. È stata una spinta etica, e morale, a farci partire in maniera sperimentale nel 2015. Abbiamo continuato per rispondere alla richiesta delle famiglie e per la grande disponibilità dei volontari. Purtroppo abbiamo detto molti no, per non compromettere la qualità del servizio. Importante è stato il contributo di “città e scuola” che ci ha fornito i volontari delle superiori con l'alternanza scuola e lavoro e il servizio civile. Molti ragazzi finito il ciclo delle medie si sono inseriti come volontari, così alcuni genitori sia nell’aiuto a fare i compiti, che per l'organizzazione. La nostra è una presenza preziosa una scuola di integrazione sul territorio per la città di Modena».
Abbiamo chiesto a Giorgia una studentessa di 25 anni il motivo del suo impegno nel centro: «Studio all’Università di Bologna, dopo aver fatto il servizio civile, desideravo continuare a fare del volontariato, mi sono voluta mettere alla prova. Dopo due anni di volontariato in questo centro al Parco Ferrari, quest’anno ci siamo trasferiti al Giardino. Mi piace molto aiutare i bambini a fare i compiti. Sono circa 40 che partecipano in modo non sempre continuativo, noi volontari siamo più di 20, spesso i ragazzi più grandi aiutano i bambini più piccoli. Mi sento realizzata ed è più quello che ricevo di quello che do». Aggiunge Francesca, una mamma: «Siamo in mezzo al quartiere tra la gente. Chi passa è incuriosito e chiede. I cittadini sono contenti perché un luogo spesso abbandonato o mal abitato è occupato da ragazzi che studiano e giocano ordinatamente e lasciano pulito quando se e vanno. L’amministrazione dovrebbe appoggiare e moltiplicare queste iniziative». —
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