Ecco l’ultima idea in casa Asp È nata la “retta trasparente»
Nelle cedole viene indicata la cifra da pagare dagli utenti e il reale costo del servizio «Un modo per fare capire quali sono le spese»
L’hanno ribattezzata “retta trasparente” ed è una novità assoluta. Lo è con ogni probabilità a livello nazionale. Di cosa si tratta è presto detto e a farlo è Marco Franchini, amministratore unico dell’Asp Terre di Castelli. Con lui, Paola Covili, direttrice Asp, e Alessia Vadruccio che si occupa del controllo di gestione. Come ormai si sarà intuito l’interessante iniziativa riguarda da vicino l’Asp. Riguarda gli utenti, ma non solo loro. «Esattamente»: conferma Franchini che quindi entra nel dettaglio. «Nelle “cedoline” di pagamento mensili, le famiglie troveranno adesso diverse voci. Ci sarà indicata la cifra che dovranno pagare, ma anche il costo completo del servizio. Già, perché spesso non ci ricordiamo che quello che sborsiamo non è l’intera somma necessaria per fornire il già citato servizio. Ci sono anche i contributi dei Comuni, della Regione e dello Stato, ci sono le tasse che noi cittadini paghiamo. La nostra idea, credo unica nel suo genere, fa parte del “progetto trasparenza” che portiamo avanti da tempo. In questo modo si può capire di preciso come si suddivide la spesa, si capisce che tutta la comunità sta dando il proprio contributo. Allo stesso tempo i cittadini, che magari non usufruiscono del lavoro quotidiano dell’Asp, possono vedere come sono spesi i loro soldi. Mi sembra una intuizione importante. Personalmente sono sempre curioso di sapere come vengono spese le tasse che giustamente pago. Ecco, qui all’Asp diamo questa possibilità. Dalle prossime cedole di pagamento, le famiglie che si sono rivolte alla nostra azienda pubblica potranno trovare il dato scorporato e avere un’indicazione corretta e completa sulle dinamiche».
Saranno 500 dunque i nuclei che riceveranno la “retta trasparente”, gli stessi che usufruiscono delle varie proposte dell’Asp: dai nidi alle Cra fino all’assistenza ai disabili e ai laboratori.
Paola Covili aggiunge: «Si tratta di un progetto voluto da Asp e sostenuto dai sindaci del territorio. Nella “retta trasparente” indichiamo anche i crediti non riscossi. Un dato importante in quanto gestiamo soldi della comunità e chi non paga aggiunge costi alla stessa collettività . Dal punto di vista dell’Asp, l’iniziativa è utile a capire quale è la copertura per i servizi che abbiamo e di conseguenza provare a migliorare».
Dietro a questo progetto c’è Alessia Vadruccio: «È stato lavoro complesso scorporare le varie voci. Molto spesso le persone credo di pagare interamente il servizio del quale usufruiscono. In realtà c’è un importante contributo di altri Enti. Faccio un esempio: retta per il nido massima di 436 euro. In realtà l’utente paga solo il 40% perché il servizio costa in totale 1061,61 euro. Il resto arriva da Comune, Stato e Regione». —
E.B.
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