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Guardia cardiologica con orario dimezzato Scintille tra Pd e Ausl

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MIRANDOLA. «La guardia cardiologica h24, attiva al Santa Maria Bianca è stata garantita fin dallo spostamento temporaneo, causa Covid, delle degenze di Cardiologia a Carpi. La rimodulazione h12 è legata all’attuale fase di riorganizzazione del reparto per il periodo estivo, che richiede la necessità di consentire le ferie agli operatori sanitari provati dal lungo periodo di emergenza, ancora in corso». Questa la spiegazione dell’Ausl di fronte al dimezzamento dell’orario della guardia cardiologica a Mirandola.

«La modifica oraria rimarrà contestuale al mantenimento, in questa fase, delle degenze all’ospedale di Carpi e le eventuali urgenze notturne, dalle 20 alle 8, di pazienti che accedono al Pronto Soccorso di Mirandola o dei degenti ricoverati, verranno prontamente gestite dalla guardia cardiologica di Carpi – promette l’Ausl – Rispetto al Santa Maria Bianca, anche i progetti di realizzazione della nuova Medicina d’urgenza e della semintensiva pneumologica, già finanziati e prossimi alla partenza, confermano la volontà di continuare a investire sulla struttura. Potenziamento confermato anche dalla Regione, che in occasione della visita del ministro Speranza, ha ricordato che sono quasi 20 i milioni destinati a interventi in capo all’Ausl, parte dei quali anche per Mirandola».

Sul caso intervengono anche Paolo Negro, Carlo Tassi e Orville Raisi del Pd-Liste civiche dell’Ucman che chiedono all’Ausl “coerenza con gli impegni concordati”. «Chiediamo da tempo che siano stabiliti tempi e modi di rientro della Cardiologia. L’Ausl aveva risposto alle nostre sollecitazioni garantendo il rientro del reparto. Il reparto, a pieno servizio, deve quindi tornare quanto prima a Mirandola, soprattutto dopo la recente nomina dall’Ausl del professionista Carlo Ratti». «Anche se è facilmente immaginabile ipotizzare che la scelta possa essere motivata da carenza di personale – commentano Negro, Tassi e Raisi – la riteniamo una motivazione profondamente incoerente: tutti sappiamo che a Mirandola era presente un reparto di cardiologia con proprio personale, trasferito in seguito a Carpi, e di conseguenza non è giustificabile il mancato rientro necessario ad assicurare l’emergenza cardiologica 24 ore al giorno. Per questo motivo non prendiamo nemmeno in considerazione l’ipotesi di riduzione del servizio cardiologico da h24 a h12 perché, come le parole hanno un senso: il potenziamento e la pari dignità dell’ospedale di Mirandola sono incompatibili con scelte di questo tipo». —

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