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Scontro M5S, i modenesi “scaricano” Grillo

Luca Gardinale
Scontro M5S, i modenesi “scaricano” Grillo

I parlamentari Lanzi, Ascari e Mantovani sostengono l’asse Conte-Crimi: «Beppe sta facendo un danno al Movimento»

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Luca Gardinale

Da una parte il “líder máximo”, dall’altra l’uomo a cui il Movimento ha - almeno in teoria - affidato il suo futuro. Mentre a Roma continua il sanguinoso scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, i pentastellati modenesi commentano il momento più difficile della storia del M5S. Tra i quattro parlamentari, a cercare una posizione di equilibrio è Vittorio Ferraresi, che si dice «molto dispiaciuto per quanto accaduto in un momento già difficile per il nostro Paese. Sarà difficile ricomporre questa frattura - chiude - ma abbiamo il dovere di continuare per evitare di disperdere tutto il lavoro fatto». Pochi dubbi per gli altri tre parlamentari modenesi, che ringraziano Grillo per il lavoro svolto, ma si schierano con l’asse Conte-Crimi: «Trovo insopportabile la mortificazione di una figura come Vito Crimi - fa notare il senatore Gabriele Lanzi - un collega e amico che da un anno e mezzo si è sobbarcato un lavoro improbo da reggente del M5S in uno dei momenti più difficili della storia politica del Paese. L’atteggiamento di Beppe Grillo nei suoi confronti, così come nei confronti di Giuseppe Conte, è inspiegabile. A Beppe dobbiamo 12 anni splendidi di storia - incalza Lanzi - ma in questa fase sta facendo un danno al M5S e a milioni di italiani che credono in questo progetto». Dello stesso avviso Stefania Ascari: «Beppe è il fondatore del Movimento e noi a lui dobbiamo molto, quasi tutto. Però non si trattano così le persone: Giuseppe Conte si è messo a disposizione del Movimento in uno dei momenti più difficili per noi e per il Paese, ha guidato l’Italia durante una pandemia mai vista prima, gestendo con saggezza e compostezza le paure di 60 milioni di italiani. Quello che è accaduto nei giorni scorsi è grave, ed è irrispettoso nei confronti di un uomo a cui tutti noi dobbiamo tanto e al quale abbiamo chiesto anche di più». Maria Laura Mantovani ricorda quindi che «il gruppo parlamentare è compatto con Crimi: giusto indire le votazioni per eleggere il comitato direttivo, ma è impossibile tornare alla piattaforma Rousseau, con cui il rapporto si è concluso. Piuttosto guardiamo avanti: io e gli altri senatori e deputati dei 5 Stelle abbiamo chiesto di visionare lo statuto proposto da Conte e di incontrare in riunione sia lui che Grillo. È sul futuro del Movimento che ora si deve lavorare». E proprio sul lavoro si concentra la riflessione dei consiglieri comunali della città: «Noi non siamo con o contro qualcuno - spiega l’ex candidato sindaco Andrea Giordani - ma nella stessa squadra, quindi l’auspicio è che riusciamo a superare tutti insieme questo momento». «Noi abbiamo un mandato chiaro - incalza Enrica Manenti - e dobbiamo continuare a lavorare, portando avanti le idee del Movimento senza farci travolgere dagli eventi». «Sia Conte che Grillo sono risorse importanti per il Movimento e per il Paese - chiude Giovanni Silingardi - per cui spero che si vada ad una ricomposizione e si riprenda a parlare di politica. Questa diatriba mi appassiona poco: a me interessa sapere cosa vogliamo fare per combattere le diseguaglianze e la povertà, come rafforzare il reddito di cittadinanza, quando approviamo le leggi sul salario minimo e sull’acqua pubblica, come intervenire per combattere l’emergenza climatica». —

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