Asilo da ristrutturare: Levizzano si paga i lavori
La frazione ha trovato i fondi per salvare la scuola materna e il cantiere è iniziato: «È importante, non potevamo perderla»
Mattia Vernelli
Castelvetro. Non esiste parola “chiusura” nel vocabolario dei levizzanesi. Non se si tratta dell’asilo parrocchiale. Un pezzo pregiato della località per il quale la comunità si è mobilitata. Levizzano, infatti, è disposta a pagare di tasca propria parte dei fondi necessari per intervenire sulla struttura che, al suo novantanovesimo compleanno, ha bisogno di un importante adeguamento sismico.
«Questo luogo non deve morire. E visto l’andazzo dell’ultimo periodo, non abbiamo neanche preso in considerazione la possibilità di chiudere l’asilo, dopo che il don se n’è andato e abbiamo perso la banca. È due anni – spiega un cittadino promotore dell’iniziativa – che questa ristrutturazione è in ballo, ma ora non potevamo più posporre la data di intervento. L’edificio non è idoneo ai canoni antisismici, specialmente dopo le normative uscite a seguito del terremoto del 2012».
Una lettera fatta circolare da un contribuente fa ben cogliere tutta l’importanza attribuita a quella che è una vera istituzione: «L’asilo parrocchiale insieme alla scuola elementare sono lo specchio della comunità, il principale strumento culturale della sua riproduzione, l’ambito educativo e formativo delle relazioni e dei valori che connettono la dimensione locale con il mondo. Le due scuole patrimonio dei cittadini di Levizzano, sono anche il luogo fisico, il simbolo materiale della vita che in tutti questi anni è passata da una generazione all’altra, un riferimento sociale di rilevante significato identitario e di orientamento spaziale, al pari della chiesa e del cimitero».
Il cantiere, partito a fine giugno, deve essere pronto per il rientro scolastico dei bimbi a settembre. Ma da dove arrivano i fondi necessari per l’intervento? Un po’ dai cittadini, e po’ da aziende, tramite sponsorizzazioni. «Ci siamo attivati anche con la banca. È in atto una procedura – continua un altro residente della zona – per sbloccare il “sisma bonus”, un finanziamento che copre circa il 60% della spesa totale. Inoltre, stiamo dialogando con la curia di Modena».
Un altro importante introito sono i ricavati della sagra del tortellone, la Luna del Pozzo. Le 20 tonnellate di tortelloni fatti in questi mesi saranno indispensabili per avere i fondi necessari. «Per noi cittadini è una responsabilità morale intervenire sulla struttura. I bambini hanno dai 3 ai 6 anni. Non accetteremmo mai che accadesse qualcosa» —
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