Dodici querce secolari a rischio Analisi in corso dopo il maltempo
Protesta dei cittadini. L’assessore Artioli: «Se le piante non sono malate non verranno abbattute»
Serena Arbizzi
Il maltempo che ha colpito Carpi e la Bassa nello scorso fine settimana ha provocato gravi danni che stanno affiorando nel corso dei giorni.
A finire nel mirino delle proteste dei tanti cittadini che cercano un po’ di refrigerio passeggiando nelle campagne a ridosso della città, ci sono le querce secolari di Fossoli.
Siamo sullo stradello Fassi, dove le querce svettano tra l’asfalto e il verde dei campi. «Man mano che ci si avvicina alle piante, si scorgono dei numeri, scritti in arancione – spiega un cittadino – Spero che non corrispondano all’abbattimento di queste fonti di ossigeno, che, soprattutto d’estate, diventano una fonte inestimabile di ombra e di sollievo».
Le querce, in tutto, sono 14. Il Comune sta esaminando la situazione per verificare il da farsi. « Le querce sono tutelate dalla Regione – spiega l’assessore al Verde, Andrea Artioli – Dopo diverse ricognizioni che sono state fatte in zona, ci hanno f chiesto un intervento di verifica perché sono emersi funghi, oltre a fori di varie dimensioni per la presenza di un insetto che aggredisce il legno. Diverse branche, ossia i rami portanti, sono seccate».
La situazione non è certo migliorata dopo il vento forte dell’ultimo fine settimana, che, in molti casi, ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco per rimuovere piante cadute in strada.
L’amministrazione ha dato incarico a uno studio di approfondire lo stato di salute degli alberi in questione.
«Abbiamo affidato questo compito ad agronomi che ci forniranno uno studio per ogni pianta – prosegue l’assessore – Sebbene la Regione dica che queste querce hanno dei problemi, bisogna tutelarle, perché per noi il motto principale è: “Non tagliare”, a patto che non provochino problemi di sicurezza. Se dovesse esserci necessità di intervenire con l’abbattimento, questo verrà eseguito da ottobre a marzo, tenendo quindi presente la tutela dei nidi».
Se inizialmente le querce nel mirino erano 14, ora sono 12. «Due le abbiamo preservate perché non necessitano di interventi – aggiunge Artioli – Sulle altre ragioneremo nell’ottica di una maggiore tutela possibile».
Il vento forte ha danneggiato pesantemente l’apicoltura Pellacani di Cortile, già messa a dura prova dal terremoto. Il proprietario ha dovuto fare i conti con 58 casse e il miele completamente distrutte e lanciate a trenta metri. —
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