Fratelli d’Italia contro De Luca «Eutanasia, Modena dice no»
Dopo il banchetto patrocinato dal direttore del Centro di medicina rigenerativa, la consigliera Rossini rilancia: «Per il fine vita abbiamo già scelto l’hospice»
Luca Gardinale
Modena non sostiene l’eutanasia, anche perché la scelta l’ha già fatta sostenendo la nascita dell’hospice che aprirà a Baggiovara. Botta e risposta sul tema suicidio assistito tra il professor Michele De Luca e la consigliera comunale del Popolo della Famiglia-Fratelli d’Italia Elisa Rossini. Un caso nato sabato scorso, quando il direttore del Centro di medicina rigenerativa Unimore ha preso parte al banchetto dell’associazione Luca Coscioni per promuovere la legalizzazione dell’eutanasia. Un’iniziativa contrastata dalla consigliera Pdf-Fdi, secondo la quale «Modena non è la città dell’eutanasia. Il 4 febbraio 2021 - fa sapere Elisa Rossini - il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il protocollo d’intesa tra Comune, Ausl e Fondazione Hospice Modena che ha permesso di fare entrare nella fase realizzativa il percorso per la costruzione del primo hospice territoriale a Modena nella sede di villa Montecuccoli a Baggiovara. Modena quindi ha già scelto di promuovere luoghi di accoglienza per le persone affette da patologie complesse e per le loro famiglie - incalza Rossini - in grado di migliorare la qualità della vita attraverso le cure palliative, con la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza, dando alle stesse sostegno fisico e spirituale. Nessuno spazio è possibile per derive eutanasiche». La consigliera di opposizione si rivolge poi direttamente ai cattolici che il professor De Luca ha citato, affermando che anche molti di loro sarebbero favorevoli ad una legge che regolamenti il suicidio assistito: «Il 22 settembre 2020 - fa sapere Rossini - la Congregazione per la Dottrina della Fede, con la lettera dal titolo “Samaritanus Bonus” sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita, ha detto parole chiare ed inequivocabili, ovvero che “l’eutanasia è un crimine contro la vita umana, perché con tale atto l’uomo sceglie di causare direttamente la morte di un altro essere umano innocente”. D’altra parte - chiosa Rossini - il quinto comandamento è chiaro: “Non uccidere”».
La consigliera chiude quindi ricordando che «Modena ha già scelto da che parte stare, ovvero accanto a chi soffre, prendendosi cura degli ammalati e delle loro famiglie. Qui non si sopprime la vita, qui si alleviano le sofferenze nella fase finale della malattia, assicurando agli ammalati accompagnamento umano e migliorandone - per quanto possibile - la qualità di vita e il benessere complessivo». —
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