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Pincelli e Poletti: «Discarica, si poteva evitare la bocciatura»

F.D.
Pincelli e Poletti: «Discarica, si poteva evitare la bocciatura»

I due candidati sindaci chiedono anche l’analisi delle falde Palazzi: «Si entri nel merito Il nostro legale sostiene che il ricorso è ok e il Tar sbaglia»

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FINALE. L’irricevibilità del ricorso presentato fuori tempo massimo contro l’ampliamento della discarica agita la campagna elettorale e il fronte di oppositori al progetto. Il sindaco Sandro Palazzi ha già annunciato un ricorso al Consiglio di Stato dove auspica di poter entrare “nel meritO e non ci fermeremo – dice – Circa il tema dell’ipotetico ritardo si era già rilevato che una specifica sentenza del Consiglio di stato afferma che la Via a cui appartiene anche il nostro ricorso si impugna entro 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale, essendo irrilevanti conoscenze anteriori (come le pec inviate al Comune). A parere del nostro legale vi è un errore ulteriore a dir poco clamoroso: alcuni dei motivi proposti denunciavano un vizio di nullità della delibera regionale per il quale il termine di impugnazione è di 180 giorni e non si 60”.

Benedetta Pincelli, candidata sindaco di Ricominciamo Daccapo chiede subito indagini che certifichino lo stato delle falde. «Siamo rimasti sbalorditi da questo esito – dice – Sarà doveroso che i legali del Comune facciano tutti gli approfondimenti e preparino un ricorso al Consiglio di Stato utile e vincente perché poi si possa davvero entrare nelle critiche al progetto. Sarebbe svilente per tutti coloro che si oppongono all’ampliamento assistere ad una sconfitta per un errore di tempi e non per questioni di merito. Certo che si sarebbe potuto evitare tutto ciò, evitando di ingaggiare un confronto tra Tar e studio legale dal quale ne escono sconfitti solo i finalesi».

Duro il commento di Marco Poletti, candidato del centrosinistra. «Quando si intraprendono azioni legali, il primo aspetto da tenere in considerazione è quello di carattere formale: gli atti prodotti devono avere i requisiti per poter essere accolti. In questo caso, incomprensibilmente, ciò non è stato fatto – incalza, dicendosi contro l’ampliamento, avanzando la richiesta di tenere bloccato l’iter al di là del sequestro preventivo e di analizzare le falde – Il risultato di ciò è fallimentare e dimostra una volta di più, anche su un problema così rilevante, come la Giunta Palazzi sia incompetente». —

F.D.

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