«Saldi sì, ma il week end è faticoso Uno su tre spenderà solo 100 euro»
Roberta Simoni di Fismo Confesercenti: «Il vero problema è la merce che resta ferma in magazzino»
Paola Ducci
«Il primo weekend di saldi a Modena e provincia si è chiuso con un bilancio tutto sommato positivo - afferma Roberta Simoni, presidente Fismo (Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti Modena) e titolare del negozio di abbigliamento Next di Castelfranco Emilia – ovviamente in relazione al momento storico che stiamo vivendo. Di certo abbiamo visto tutti che nel weekend appena passato le code erano sulle autostrade e non fuori dai negozi. Del resto era prevedibile, questo è stato il primo vero fine settimana di libertà, senza l’obbligo di mascherine all’aperto e con la gente che comprensibilmente ha avuto voglia di fuggire dalle città anche solo per pochi giorni, dopo l’incubo dell’anno appena vissuto. In ogni caso credo che l’idea di riportare la partenza dei saldi all'inizio di luglio sia stata comunque positiva. Sono fiduciosa che recupereremo durante la settimana».
La presidente Simoni non ha dubbi sul fatto che la gente abbia comunque voglia di acquistare ma non manca di sottolineare che non basteranno questi 60 giorni di vendite di fine stagione per andare a colmare le gravi perdite che tutto il settore moda ha subito nei mesi scorsi.
«Il nostro settore – continua Simoni - tra lockdown e crisi dei consumi è stato duramente colpito. Un crollo che si è tradotto in un calo delle vendite su scala nazionale pari a 36 milioni di euro al giorno: un impatto devastante che ai negozi è costato perdite che anche quest’anno hanno toccato il 30% degli incassi. A questo si aggiunge il problema delle rimanenze iniziali e finali in magazzino, merce che se non venduta entro la stagione a fine anno subirà un forte deprezzamento e che impatterà negativamente sulle imprese che non hanno agevolazioni sui costi sostenuti per l'acquisto. Ecco perché, proprio su questo aspetto, come associazione, abbiamo chiesto al Governo di intervenire con un contributo come credito di imposta altrimenti molte attività faranno fatica a sopravvivere».
Intanto dal consueto sondaggio sulle vendite di fine stagione estive condotto da Swg per Fismo, su scala nazionale, gli Italiani dimostrano ancora una volta di gradire i saldi: per il 48% sono un’occasione per i consumatori, mentre per il 19% è una bella tradizione da rispettare. Solo il 24% ritiene che ormai sia un metodo di vendita superato. Il budget medio nasconde, però, una forte polarizzazione: un italiano su tre si terrà sotto i 100 euro, mentre il 20% spenderà più di 200 euro. Rimane protagonista dei saldi la rete del retail fisico: il 46% segnala di voler acquistare presso negozi brandizzati o una grande catena, il 39% presso un negozio indipendente e il 29% in un outlet, mentre solo il 27% dichiara di voler acquistare un prodotto anche su internet. Gli italiani cercheranno soprattutto calzature, acquisto indicato dal 63% del campione, seguito da maglie e magliette (40%) e a grande distanza, da camicie e camicette (19%). Seguono l’intimo (segnalato dal 18% dei rispondenti), costumi da bagno e accessori mare (17%) mentre borse, cinture e piccola pelletteria sono al 10%.
«Dati che bene o male sono confermati anche nella nostra provincia – conferma la presidente Simoni - ma in questo difficile contesto i saldi rimangono un buon modo per stimolare i consumi per una duplice ragione: offrono una boccata di ossigeno per gli operatori del settore e rappresentano per i consumatori un'occasione per fare acquisti vantaggiosi. Rimane però assolutamente indispensabile - conclude la presidente - un intervento governativo capace di sostenere la filiera della moda, dalla produzione alla distribuzione. Senza correttivi l'intera filiera è a rischio». —
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