Scontro Pd-amministrazione sugli aiuti ai commercianti
Maria Savigni: «Regole troppo restrittive, troppe imprese restano escluse» La replica dell’assessore Ruini: «Non è un bancomat, prematuro fare i conti»
Stefania Piscitello
Aveva chiesto maggiore coraggio all’amministrazione comunale nel corso dell’ultimo consiglio Maria Savigni del Partito Democratico, quando sono state approvate le agevolazioni per la Tari. Un pacchetto di aiuti votato favorevolmente anche dall’opposizione, concesso grazie ai fondi arrivati dal governo proprio per tale scopo. Savigni e il Pd avevano denunciato che, in sostanza, il Comune non spenderà tutte queste risorse, restituendo dunque allo Stato circa il 25 per cento.
«Le risorse che lo Stato ha concesso ai Comuni per compensare le minori entrate generate dalla pandemia – è intervenuto l’assessore al bilancio Corrado Ruini – non sono un bancomat che liberamente si può spendere fino a esaurimento». Ruini sottolinea come nella gestione di tali somme ci siano procedure e modalità applicative da rispettare: «È assolutamente prematuro ad oggi –attacca – lanciarsi in affermazioni come quella apparsa del 25 per cento di risorse non spese. È un’uscita che difetta di precisione e conoscenza specifica della materia, inoltre è una previsione. Nessun Comune ad oggi può sapere con certezza quanto restituirà».
In generale il dibattito in consiglio comunale si era acceso non solo sulle agevolazioni Tari, ma sui contributi per le attività economiche colpite dall’emergenza sanitaria. In questo caso Savigni ha interrogato sindaco e giunta su quei 120mila euro destinati alle imprese sassolesi maggiormente colpite dallo stato di emergenza, per i quali l’amministrazione ha concentrato le risorse su un numero ristretto di imprese in modo da garantire una sufficiente incidenza dell’aiuto economico. «L’amministrazione – ha interrogato Savigni – non ritiene di avere adottato dei criteri troppo restrittivi o definito importi poco appetibili?». Tra le questioni sollevate dalla consigliera dem, quella dei commercianti di piazza Martiri Partigiani: «Solo tre imprese di piazza Grande hanno ricevuto la cifra aggiuntiva di 250 euro a fronte del sacrificio che stanno affrontando. Mesi di chiusura e ritardo nei lavori, non vendono, vedere che pochi sono riusciti ad accedere a questo incentivo dispiace molto. Bisogna allargare le maglie e aiutare in modo più considerevole i commercianti di piazza Martiri che stanno pagando uno scotto troppo grande». L’assessore al commercio Malagoli ha illustrato nel dettaglio tutti i criteri e le motivazioni adottati per la definizione del bando, spiegando anche come ci si aspettasse un numero superiore di richieste: almeno altre tredici da nuove imprese. «Il modulo di richiesta – ha detto Malagoli -– rappresenta una sorta di “autodenuncia” di situazioni debitorie nei confronti della pubblica amministrazione che, probabilmente, molti imprenditori non si sono sentiti di sottoscrivere». —
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