«Unicredit conferma l’appoggio al Gay Pride e io sposto i miei soldi»
Carlo Giovanardi, nei giorni scorsi, era stato chiaro: «Unicredit appoggia il Milano Pride: l’istituto di credito faccia marcia indietro, altrimenti porterò i miei risparmi altrove».
E, dopo la risposta di Unicredit, ha detto che lo farà.
Ieri l’ex senatore ha infatti inviato il carteggio avuto con Unicredit, che spiega molto chiaramente la posizione della banca: «UniCredit ha scelto di illuminare dei colori della “rainbow flag” la guglia della sua sede centrale in Piazza Gae Aulenti a Milano durante le notti da venerdì 25 giugno a domenica 27 giugno, in sostegno al Milano Pride, per il quarto anno consecutivo. Questo testimonia l’incessante e forte impegno della banca sui temi della diversità e dell'inclusione, risorse essenziali per la sostenibilità del nostro business e l'innovazione, nonché parte integrante della nostra cultura aziendale. Promuovere un ambiente che accoglie diversità di pensiero e di idee permette altresì di soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. Confidiamo di aver adeguatamente rappresentato il messaggio che UniCredit ha inteso trasmettere con questa iniziativa e porgiamo i nostri più cordiali saluti».
Molto chiara, quindi, anche la politica dell’istituto di credito che ha spiegato in poche parole il significato di una campagna che ha motivazioni.
Una risposta che non è andata giù a Giovanardi: «Prendo atto della risposta di Unicredit che a posteriori avalla gli atteggiamenti blasfemi, il livore anticattolico, gli attacchi sguaiati alla Santa Sede, la rivendicazione dell’ignobile pratica dell’utero in affitto ostentati al Gay Pride di Milano. Libera Unicredit di sponsorizzare chi vuole, libero io di abbandonarlo per un Istituto di Credito che non sia complice di chi offende i convincimenti miei e di milioni di italiani. E così sposterò tutte le posizioni con Unicredit altrove». —
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