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Rapina una ragazza, placcato dai passanti

F.D.
Rapina una ragazza, placcato dai passanti

Il 36enne colpisce di sera in via Ganaceto, viene inseguito da tre ragazzi africani, fermato e consegnato ai carabinieri

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«Avevo bevuto molto e non so perché l’ho fatto. Ma quando mi hanno fermato ho subito consegnato la borsa; mi sono anche messo a piangere perché ho capito di aver sbagliato». Ha tentato di giustificarsi così, davanti al giudice Gilda Del Borrello, il 36enne marocchino arrestato dai carabinieri per tentata rapina e lesioni dopo essere stato bloccato da tre ragazzi africani. Scuse che però non hanno avuto particolare effetto tant’è che il tribunale non solo ha convalidato l’azione dei militari, ma soprattutto ha visto la giudice disporre il carcere per l’uomo, come del resto richiesto dalla Procura. Si tratta infatti di un muratore – dice di lavorare per un’impresa edile di Castelfranco – che non ha una dimora fissa dove avrebbe eventualmente potuto andare ai domiciliari. E anzi è considerato in grado di reiterare il reato vista la sua “pericolosità sociale” e le conseguenze che ha su di lui l’alcol, ammesso che ne abbia effettivamente abusato come ha raccontato durante le dichiarazioni in tribunale.

Tutto ha inizio martedì sera, intorno alle 22. L’uomo si aggira nei pressi della stazione dei treni quando individua la sua vittima. È una studentessa di 22 anni che uscita dalla stazione ferroviaria inizia ad incamminarsi in via Montecuccoli. A tracolla porta una borsa, che il marocchino le strappa con violenza, colpendola anche alla pancia più volte. La assale alle spalle, se ne impossessa e poco importa se la giovane finisca a terra nel tentativo di opporre resistenza. Scatta un breve inseguimento ma lei non riesce a bloccare il borseggiatore, cosa che invece riescono a fare altri tre giovani che assistono alla scena e sentono le urla di aiuto della vittima. Si mettono infatti sulle sue tracce e in via Ganaceto riescono anche a bloccarlo. Si tratta di due giovani nigeriani e un ivoriano, che tengono in consegna il 36enne quel tanto che basta in attesa dell’intervento dei carabinieri.

Cosa succeda in quei frangenti non emerge nel corso del processo ma tutti usciranno con escoriazioni varie e contusioni a testimonianza di un’azione non certo pacifico. In via Ganaceto arriva una seconda pattuglia dell’Arma che procede a raccogliere le testimonianze dei presenti e a riconsegnare la borsa alla studentessa. La ragazza, a sua volta, fa subito denuncia contro il rapinatore, elemento che concorrerà nella decisione del giudice di mandarlo in carcere come misura cautelare in attesa del processo a cui sarà sottoposto il 21 luglio. Si tratta di una decisione che l’uomo, che ha solo un paio di precedenti per guida in stato d’ebbrezza, accoglie la sentenza scoppiando a piangere, rincuorato dagli stessi carabinieri che la sera prima lo avevano arrestato. —

F.D.

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