Gazzetta di Modena

Modena

Pievepelago 

Rifugio Marchetti chiuso per il sesto anno: il caso finisce in Regione

2 MINUTI DI LETTURA





Pievepelago. Per la sesta estate dietro fila, a Pievepelago il lago Santo affronta l’estate senza il rifugio Marchetti, tristemente chiuso dal settembre 2015 per una controversia tra il titolare Giorgio Ballestri e gli Usi Civici di Barga.

A perderci in questa chiusura è innanzitutto la ricettività territoriale, mancando una struttura storica e strategica in uno dei luoghi più belli e conosciuti di tutto l’Appennino. Con questa consapevolezza il consigliere leghista Simone Pelloni ha appena presentato in Regione un atto d’indirizzo per chiedere alla giunta di “farsi parte attiva nella promozione di un accordo tra le parti interessate che permetta la riapertura nel più breve tempo possibile del rifugio”. Pelloni ricorda che la storica struttura risalente al 1937 è chiusa da sei anni “senza che il Comune di Barga si sia mai preoccupato di gestirlo o provvedere a una minima manutenzione”. Si ricorderanno ad esempio le immagini dell’edificio sepolto dalla neve negli inverni scorsi, con tutte le ripercussioni del caso. Pelloni evidenzia come questa situazione abbia portato “una drastica riduzione dell’affluenza di turisti a lago Santo”, aggravata dal fatto che i cittadini di Pievepelago “ad oggi, non possono usufruire liberamente dei loro diritti di uso civico, ma, al contrario, devono pagare un tesserino per esercitare i diritti dei quali sono stati da anni defraudati: uso di legnatico, pascolo, prodotti del sottobosco, funghi compresi”. Da qui la richiesta di un intervento risolutivo.

Da parte sua, Giorgio Ballestri manifesta “piena disponibilità” a trovare un accordo con Barga. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google