Gazzetta di Modena

Modena

formigine 

Il ricordo di Andrea Gilioli Donazione al Sant’Orsola per un progetto regionale

Eleonora Alboresi
Il ricordo di Andrea Gilioli Donazione al Sant’Orsola per un progetto regionale

La nuova iniziativa promossa dall’associazione dedicata al giovane collaboratore della Gazzetta prematuramente scomparso

2 MINUTI DI LETTURA





Eleonora Alboresi

FORMIGINE. Quando la presenza non può più esserci, il ricordo ci tiene vicini e costruisce un filo invisibile da qui al cielo.

È a questo filo al quale si sono aggrappati familiari e amici di Andrea Gilioli, scomparso a 25 anni a seguito di una cardiomiopatia ipertrofica primitiva di natura imprecisata, nel fondare l’associazione di promozione sociale Amici per Sempre di Andrea Gilioli. Un nome che ricorda l’infinito affetto per lui, ma anche quella sua passione per i Pooh. E adesso, in occasione del compleanno di Andrea, collaboratore della Gazzetta, che proprio in questi giorni avrebbe spento 29 candeline, l’associazione ha voluto dare un nuovo, segnale e aiutare la ricerca sulle malattie cardiache donando all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, oggi come un anno fa, 5mila euro per il progetto “Diagnosi e prevenzione della morte cardiaca improvvisa giovanile in Emilia Romagna”.

«Un percorso multidisciplinare – così la dottoressa Susi Pelotti, componente del gruppo che segue il progetto – che studia i decessi improvvisi nei giovani con lo scopo di risalire, attraverso l'analisi genetica, alle cause della morte. In questi casi spesso si rimane con un’autopsia bianca che non ci dà risposte conclusive sulla causa della morte. E se alcune malattie genetiche sono già state studiate e classificate, esistono altre ragioni ancora sconosciute che possono spiegare questi decessi improvvisi. Ecco, noi vogliamo indagare proprio questo qualcos'altro».

Come spiegato ancora dalla dottoressa Pelotti, questo percorso comporta la realizzazione di un’analisi genomica completa e di conseguenza, a causa della grandissima quantità di dati che devono essere interpretati, di un'analisi bioinformatica. Il trucco, ancora una volta, è una multidiscilplinarità che ci insegna che il singolo non sarà mai forte quanto il gruppo. «Stiamo parlando di un ulteriore tassello che può essere utile – ha proseguito – nello studio delle mutazioni già conosciute, ma anche di quelle che non sono ancora venute alla luce. Il tutto con il duplice fine diagnostico e preventivo. In Italia i fondi destinati alla ricerca non bastano mai, dunque in questi progetti si rivelano fondamentali i contributi di associazioni come quella nata in memoria di Andrea, delle Fondazioni bancarie, e di tutti i soggetti che vogliono dare una mano. Lo sforzo assume in questo contesto un’importanza estrema che mette al centro la persona e non solo un paziente generico».

Da quando è nata l’associazione, presieduta dalla madre di Andrea, Giovanna Venturelli, sono state tante le iniziative, tra cui la donazione di tre defibrillatori per il territorio formiginese e, in piena pandemia, la destinazione di 2mila euro al reparto di terapia intensiva dell'Ausl. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google