Pd, ecco Di Padova e Bignardi «Giovani e diritti al centro»
Federica Di Padova e Alberto Bignardi sono i due nuovi consiglieri del gruppo Pd in Consiglio comunale a Modena. Nella seduta di ieri, l’Assemblea ha infatti approvato all’unanimità la surroga dei consiglieri Alberto Cirelli e Ferdinando Tripi, che nelle settimane scorse avevano presentato le dimissioni per motivi personali. «Diamo il benvenuto ai nuovi consiglieri in quest’aula, di cui sottolineo lo spirito di collaborazione che ne anima l’attività», ha affermato il presidente Fabio Poggi, esprimendo inoltre «il ringraziamento a Cirelli e Tripi per l’impegno di questi anni». Di Padova, 32 anni, aveva già ricoperto il ruolo di consigliera comunale nella legislatura 2014-2019, e alle amministrative 2019 aveva ottenuto 237 preferenze, risultando terza dei non eletti. Dopo aver conseguito la laurea in Storia contemporanea, e più di recente, un dottorato di ricerca all’Università di Trieste e Udine in “Storia delle società, delle istituzioni e del pensiero dal Medioevo all’età contemporanea”, ora Di Padova è insegnante di scuola superiore. Nel suo curriculum sono citate anche diverse pubblicazioni scientifiche legate principalmente ai temi della Shoah. «Tornerò a lavorare per i temi con i quali mi sono candidata - queste le sue prime parole - ovvero giovani, cultura e centro storico».
Bignardi, 38 anni, è alla prima esperienza in Consiglio comunale; alle amministrative del 2019 aveva ottenuto 229 voti, risultando quinto dei non eletti. Laureato in Fisica delle particelle, Bignardi lavora dal 2005 come agente immobiliare in diverse realtà cittadine, un settore professionale che lo vede attivo anche nella Federazione italiana agenti immobiliari professionali in qualità di consigliere provinciale e delegato regionale. Bignardi, inoltre, da tempo è impegnato all’interno dell’associazione Arcigay, rivestendo ruoli sia a livello nazionale sia in ambito locale (come presidente del comitato territoriale di Modena dal 2012 al 2018). Tra i temi sui quali il consigliere si batterà c’è quello dei diritti, che in questi giorni vedono il ddl Zan protagonista del dibattito nazionale: «Approvare il ddl - spiega bignardi - significherebbe adeguarsi all’Unione europea, quindi si tratta di un passaggio fondamentale».—
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