Enrico dei Ladri di Biciclette «Quella volta dalla Carrà...»
«Eravamo dei ragazzini e Raffaella Carrà ci ha fatti sentire a casa: è stata un’intesa istantanea tra emiliani, come ha sottolineato lei stessa».
Il ricordo di Enrico Guastalla, componente dei “Ladri di biciclette”, band che ha imperversato a cavallo degli anni Ottanta e Novanta, è ancora nitido. Quando andò con Massimo Morselli, Beppe Cavani, Corrado Terzi, Enrico Prandi, Paolo Belli, Daniele Bagni e Raffaele Chiatto ospite alla trasmissione “Principe Azzurro”, condotta da Raffaella Carrà, la leggendaria icona della tv scomparsa lunedì, passò momenti indimenticabili.
Era il 1989. «L’anno del primo Sanremo – ricorda Enrico Guastalla – Andammo al programma “Principe azzurro”: il numero di Beppe Cavani, scandito in diretta, venne annotato da migliaia di ragazze che gli telefonarono a casa. Era un’epoca diversa: il pubblico era molto attento. Se pensiamo che non c’era la possibilità di rivedere quanto era stato detto pochi istanti prima...».
«Avevamo 20 anni, eravamo dei ragazzini: una sorta di Maneskin alla fine degli anni Ottanta – scherza Guastalla – Lei era splendida: emiliana, con il suo grande spirito, molto precisa e accurata, ben organizzata e curata in ogni minimo dettaglio. Ci ha fatti sentire in una “costola” dell’Emilia. Avevamo appena fatto Sanremo nel febbraio del 1989 e da lì abbiamo preso parte a tantissime trasmissioni musicali. Da Discoring, a Dj Television». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
