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Dai tifosi ferraristi premio speciale a Mauro Forghieri

Giovanni Medici
Dai tifosi ferraristi premio speciale a Mauro Forghieri

Ieri il fan club di Catanzaro ha celebrato l’ingegnere, simbolo del Cavallino Cerimonia tra aneddoti, storie e ricordi del Drake

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Giovanni Medici

MARANELLO. Lo Scuderia Ferrari Club di Catanzaro ha insignito l’ingegner Mauro Forghieri del suo Premio alla Carriera edizione 2021. La cerimonia di consegna da parte del Presidente del sodalizio calabrese Domenico Tiriolo a Forghieri si è tenuta ieri al ristorante Lo Smeraldo a Pozza di Maranello. Presenti i rappresentanti di numerosi club delle rosse giunti da Bologna, Alessandria, Abano Terme e tanti appassionati. Forghieri, in Ferrari come direttore tecnico della scuderia di Maranello dal 1961 a metà anni Ottanta, si è prestato con la consueta amabilità a firmare libri, modellini e striscioni e poi si è lasciato andare sulla scia dei ricordi rispondendo alle domande dei presenti, senza disdegnare di trattare temi di attualità. Assieme a lui e alla moglie al tavolo d’onore del ristorante di Lello Apicella c’erano Carlo Tazzioli, ex direttore commerciale della Ferrari, il sindaco di Maranello Luigi Zironi, Simone Schedoni dell’omonima impresa di valigeria di lusso e infine Brenda Vernor, segretaria per decenni di Ferrari. Quest’ultima ha narrato aneddoti sulla presenza a Maranello di Gilles Villeneuve e non ha mancato di ribadire il suo giudizio sul Drake.

«Enzo Ferrari era un uomo in fondo tenero, che ha fatto tanta beneficenza senza dirlo». Forghieri ha esordito invece ricordando il pilota argentino Carlos Reutemann da poco scomparso: «Un signore – ha detto – come non ce ne sono più» spaziando poi da questioni tecniche relative alla sua carriera in Formula Uno fino ai confronti inevitabili con il mondo attuale, nell’automobilismo e non solo. «I giovani di oggi sono cresciuti in una situazione diversa dalla nostra, e non sono disposti a fare sacrifici come eravamo disposti noi – ha concluso – C’è chi è morto per non dire di no ad Enzo Ferrari, oggi l’individualità di ciascuno prevale. Ma tant’è». —

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