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L’Irlanda di Alice è tra gli artisti disabili

Stefania Piscitello
L’Irlanda di Alice è tra gli artisti disabili

La 20enne protagonista del progetto del Comune «Ci tornerò e invito i giovani a vivere esperienze simili»

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Stefania Piscitello

FORMIGINE. È appena tornata dall’Irlanda nella sua Formigine Alice Medici che un anno fa riceveva una chiamata che le avrebbe stravolto i piani: era stata selezionata dal Comune per un progetto finanziato dall’Unione Europea per diventare volontaria all’interno del KCat, centro inclusivo per le arti. E così la ventenne ad ottobre ha preso un aereo ed è volata verso Callan: non molto distante da Kilkenny, cittadina gemellata con Formigine.

Ospitata da una famiglia polacca, Alice è diventata in questi mesi parte integrante del KCat, che ospita laboratori di scultura, teatro, pittura e uno studio che accoglie artisti professionisti disabili. Poco dopo l’inizio della sua esperienza, nel periodo di lockdown, la 20enne aveva raccontato le prime impressioni: le attività al centro erano limitate e a distanza.

«Dopo Pasqua – dice – la situazione ha iniziato a sbloccarsi e gli studenti sono tornati a fare attività. Riaprire le porte ha avuto su di loro un impatto positivo. Prima infatti venivano solo a prendere dei rifornimenti “artistici”, ed erano diversi a livello di umore. Quando sono tornati erano cambiati, avevano ripreso colore». La ragazza, entusiasta, spiega come secondo lei quel centro sia “necessario” per gli utenti che lo frequentano: «Come lo psicologo. Ne hanno bisogno». E lì, al KCat, Alice ha man mano trovato il suo posticino nel mondo.

Gli studenti disabili hanno infatti visto in lei un punto di riferimento e un’amica: «Anche io da loro ho appreso tanto, ho incontrato delle persone splendide», confessa. La formiginese ha avuto occasione di partecipare ai laboratori e anche alla mostra di fine anno delle opere dipinte, perlopiù, dagli artisti professionisti con disabilità del centro.

Anche lei ne ha esposta una ed è riuscita a venderla: «Un’emozione unica. Si trattava della seconda versione di un disegno di quando ero ragazzina, frequentavo le medie e dovendo fare un disegno sugli animali ma avendo terminato le idee, su consiglio di un’amica ne feci uno molto particolare. L’ho riproposto al KCat, ed è stato divertente raccontarne la genesi ai visitatori della mostra».

Ora Alice non ha ancora un piano ben preciso: «Una cosa che mi ha insegnato il Kcat è che non esiste solo una strada». Di una cosa è certa: tornerà a Callan, nel centro che le ha rubato il cuore. E lancia un appello ai giovani formiginesi: «Consiglio a tutti di partecipare al bando proposto dal Comune, si tratta di un’occasione magnifica. Al centro servono volontari». —

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