Saldi, commercianti divisi «C’è crisi e non bastano»
«La gente vuole spendere poco e non possiamo aspettarci grandi introiti» «Potevano consentirci di vendere a prezzo pieno». Ma c’è anche chi ha fiducia
Gabriele Farina
Un’oasi nel deserto per una ripartenza che sappia meno di miraggio. Gli esercenti carpigiani accolgono l’avvio dei saldi tra speranze, timori e rammarichi.
«Tante attività ne avevano bisogno – la visione di Luca Semellini, presidente del comitato Carpi C’è – Occorre far girare la moneta. Se molte persone spendono per i saldi ne godiamo tutti anche indirettamente». Il comitato include circa duecento attività commerciali del territorio carpigiano. Semellini insiste molto sull’attrattività della misura in un periodo nel quale le priorità stanno cambiando. L’inizio della pandemia ha posto all’attenzione globale i temi della salute e dell’ambiente. «La gente vuole spendere poco – osserva Angela Cattini, titolare di Yankee – o spendere in modo diverso. Vuole andare in giro, in vacanza, fuori per gli aperitivi e nei ristoranti. L’abito va bene, ma si cerca di spendere meno». L’entusiasmo per la partenza dei saldi non cela però le difficoltà del presente. «Non avrei una soluzione immediata ai problemi – prosegue Cattini – Non pensiamo di dover scegliere aziende che costano poco, facendo la guerra a tutte le catene. Compriamo un po’ meno ma ricerchiamo quanto è per noi bello e le persone cercano».
La concorrenza si materializza nei canali telematici per Paola Cracolici, responsabile di Blukids. «Abbiamo sempre tenuto aperto – certifica la responsabile – in quanto negozio di abbigliamento per bambini. Il lockdown ci ha penalizzati perché la gente si è spostata su internet e abbiamo perso tante vendite. E le persone non potevano uscire dai territori comunali, quindi compravano tanto online». Cracolici è lieta per l’arrivo dei saldi, ma li avrebbe posticipati volentieri: «Si è lavorato talmente poco che avrebbero potuto dare una mano ai commercianti – aggiunge Cracolici – consentendoci di vendere ancora a prezzo pieno».
Una posizione su cui si trova d’accordo Rita Frigieri, titolare dell’omonima Profumeria e Concept Store: «Se tutti partissimo con i saldi a metà luglio o a fine mese non sentirei come una costrizione prendervi parte», argomenta Frigieri. Dipendesse da lei, l’imprenditrice sposterebbe più avanti anche i saldi invernali. «Non ho grandi aspettative – il giudizio della titolare – ma se alla partenza dei saldi si sta fermi significa non voler vendere per il 90% del pubblico». Fiducioso con cautela è Massimo Ricchetti, titolare della Pelletteria Emmerre. «I saldi sono sempre favorevoli – spiega Ricchetti – perché si vende un po’ di più: la gente è più invogliata ad acquistare. Resta tuttavia un periodo abbastanza difficile per noi commercianti».
L’augurio è di mantenere la zona bianca in autunno. «Speriamo di fare un po’ di cassa», auspica Ricchetti.
Incrocia le dita Alessia Allegretti, dipendente di Bassetti. «Ci auguriamo che con i saldi aumenti l’afflusso di clienti – dice Allegretti – Per ora la gente non spende più come prima». Stefania Malavasi, titolare di Noir, è scettica. «Il saldo non fa più gola – sentenzia – e la crisi si sente da prima della pandemia».
«Noi teniamo i prezzi bassi tutto l’anno», conclude Mike Vergara da Le mille idee. —
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