«Traghetto verso l’elettrico»: la missione ideale di Reinova
L’Ad Corcione ha presentato ieri stabilimento e progetti della nuova azienda «Puntiamo a diventare il numero uno al mondo nei servizi alla mobilità»
Giovanni Medici
SOLIERA. «Puntiamo a diventare il numero uno al mondo nei servizi alla mobilità e ad aiutare le aziende clienti del comparto automotive, fornitori o produttori, a generare nel minor tempo possibile soluzioni innovative per supportare lo sviluppo, la validazione di componenti per il powertrain elettrico (celle mobili, batterie) e ibrido per la e-mobility. Con l’obiettivo di ridurre il “time to market”». Quest’ultimo è il tempo necessario a passare dall’idea alla produzione. L’amministratore delegato di Reinova Giuseppe Corcione non ha nascosto ieri le ambizioni dell’innovativo progetto di cui è da qualche mese alla guida, inaugurando “virtualmente” la sede di Soliera dell’impresa di 10mila metri quadrati: il capannone in via Albinoni il 29 gennaio scorso era vuoto «e con l’amianto sui tetti» ma ieri, a 165 anni esatti dalla nascita di Nikola Tesla, è invece una realtà «dove in 160 giorni lavorando sette giorni su sette e ventiquattro ore al giorno abbiamo steso 35 chilometri di cavi e sul tetto installato pannelli solari per produrre 400 kw/ora. I macchinari richiesti sono arrivati – ha detto Corcione – e sono stati subito messi in funzione, e un’officina interna ne ha progettati e costruiti altri (ad esempio l’impianto di produzione dell’azoto e dell’acqua demineralizzata): possiamo mettere alla prova batterie a temperature e altimetrie diverse e sottoporle a ogni tipo di stress. Reinova sarà in grado di rilasciare omologazioni valide per tutto il mondo».
Il progetto è nato da un’idea di REI Lab srl, Unindustria di Reggio Emilia e Fondazione REI, con il sostegno di partner bancari come Intesa San Paolo (che ha annunciato un finanziamento di 8 milioni di euro) e primarie aziende e imprenditori d’oltre Secchia, che dal canto loro investiranno altri 3.5 milioni.
«Vogliamo traghettare le aziende verso la conversione all’elettrificazione, in nome di una mobilità connessa, condivisa e sostenibile – ha detto ancora Corcione, che è anche azionista di Reinova – Questo centro di eccellenza di altissimo contenuto tecnologico e dalle caratteristiche modulari punta a offrire soluzioni e servizi divulgando know how alle imprese del territorio, prendendo spunto ad esempio da ciò che hanno realizzato la ceramica e il tessile. Puntiamo alla prototipazione di batterie ma anche di veicoli elettrici, monopattini, scooter, quadricicli, per arrivare nei prossimi anni anche all’hypercar e a operare nel settore della lettura e comprensione dei big data che i veicoli ci forniranno: grazie alla cybersecurity ci focalizzeremo sulla sicurezza dei mezzi condivisi e anche su fonti energetiche come l’idrogeno». Entro dicembre lo stabilimento di Soliera dovrebbe arrivare al 100% della capacità produttiva e a ottobre si dovrebbe tenere un open day per permettere alle persone, questa volta in presenza, di visitarlo. —
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