Centro storico a rischio tra spaccate e balordi «È ormai zona franca»
Coltelli da cucina, bottiglie di alcol, panni sporchi e soldi. È il bottino dell’ultimo colpo avvenuto in un’attività del centro storico. L’azione è di qualche giorno fa ma è sintomatica di una situazione critica. Erano circa le 4 quando una mano ha sfondato il vetro della porta d’ingresso. Una volta dentro, l’intruso ha fatto man bassa della refurtiva prima di uscire e far perdere le proprie tracce verso la stazione.
La spesa per sostituire gli oggetti rubati (e coprire la perdita) si attesta intorno ai 150 euro, la sostituzione del vetro sui 200 euro.
La lamentela più grande che si leva dall’attività non riguarda l’episodio in sé, ma il contesto di un centro vissuto con tanta insicurezza. Emerge così la descrizione di una zona d’ombra che dalla stazione si propaga verso la Manifattura Tabacchi e via Sgarzeria. L’area grigia attraversa via Taglio, via Carteria e via San Michele per sgorgare nel parco Novi Sad. Chi lavora in zona descrive vetri delle macchine rotti con la stessa facilità con cui si infrangono quelli dei ristoranti. Una volta dentro, c’è chi dorme nelle auto e chi consuma direttamente nel locale scassinato, senza pagare il conto.
Si notano gruppetti che scambiano i portici per zone franche dedicate allo spaccio o per servizi igienici. Gli esercenti temono a esporsi e ad affrontare direttamente i gruppetti noti nel timore di un attacco con un cacciavite o un coltello. Domandano però una maggiore presenza da parte delle forze dell’ordine. Qualche ristoratore ha invocato al sindaco Gian Carlo Muzzarelli più passaggi con gli agenti in borghese. Una richiesta su cui lo stesso Muzzarelli ha avuto modo di spendersi è la certezza della pena, invocata a gran voce dagli esercenti. —
G.F.
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