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Modena

la protesta 

Oltre 29mila firme e corteo per chi cantò “Bella ciao”

Serena Arbizzi
Oltre 29mila firme e corteo per chi cantò “Bella ciao”

Manifestazione di solidarietà per le vie del centro alla vigilia della sentenza  sugli antifascisti a processo per aver intonato cori a un presidio di Forza Nuova

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Intonarono cori con canti antifascisti, tra i quali “Bella ciao”, durante il presidio di Forza Nuova davanti alla palazzina di via Carlo Marx che ospita i migranti. Sono finiti a processo e, alla vigilia della sentenza, prevista venerdì, più antifascisti hanno voluto esprimere la loro vicinanza tramite una manifestazione.

Il corteo, al quale hanno partecipato oltre 200 persone, si è svolto tra le vie del centro. Quest’evento si affianca alla petizione on line che ha raccolto oltre 29mila firme a favore degli imputati. Il corteo ha visto alternarsi interventi e letture al microfono, tra cui i canti del coro de “I violenti piovaschi” di Carpi e del Coro dell’Amata rossa di Reggio, con le musiche della Banda di quartiere, sempre di Reggio. L’evento si intitolava: “In corteo verso la sentenza e oltre”, accompagnato dal motto: “L’antifascismo non si arresta” e prende questo nome anche l’assemblea carpigiana che lo ha organizzato. I manifestanti hanno sfilato attraverso piazzale re Astolfo, via Matteotti, via Mazzini, corso Alberto Pio, corso Roma per approdare in piazzale Ramazzini.

«Venerdì è attesa in tribunale a Modena la sentenza di primo grado del processo che vede imputati 26 antifasciste e antifascisti di Carpi – ricorda Carpi Antifascista – Il 4 agosto 2017 contestarono spontaneamente e pacificamente, lanciando slogan e intonando canti della Resistenza, tra cui “Bella Ciao”, un presidio di Forza Nuova in via Marx, sotto alla palazzina che di lì a poco avrebbe ospitato migranti e richiedenti asilo con progetti Sprar. Una scossa elettrica ha attraversato il centro durante il corteo. Una città addormentata che in un caldo venerdì d’estate è stata travolta da musica, parole e canti antifascisti. Una compagine eterogenea, formata da più di 200 persone, ha dimostrato concretamente solidarietà ai compagni e alle compagne sotto processo. Se pensavano di fiaccare con un lungo, infondato processo la mobilitazione antifascista si sono sbagliati di grosso», concludono i manifestanti.

In aula i partecipanti al corteo del 2017 sono stati suddivisi in promotori, organizzatori e dirigenti. E, ancora, prima linea e seconda linea. Sono state articolate intorno a questi concetti le argomentazioni della pm Federica Benati e degli avvocati difensori Fausto Gianelli e Tatiana Boni. Nell’ultima udienza, è stata quadruplicata la richiesta di pena a carico di 12 dei 26 antifascisti. La pm ha chiesto una condanna di quattro volte superiore, rispetto a quella iniziale prevista dal decreto penale di condanna, che prevedeva una pena di 15 giorni, commutata in 1.125 euro a testa. Gli imputati si sono opposti al decreto e l’iter processuale è culminato nella richiesta al giudice Francesco Cermaria di pene che vanno dai 10 giorni ai cinque mesi (in un solo caso). La Procura ha chiesto, per 12 antifascisti, l’arresto per due mesi più 250 euro di ammenda. In un caso la multa arriva a 350 euro, perché l’imputato è stato definito “il più agitato” ; per altri 10, la richiesta scende a 130 euro e i giorni di arresto a 10. —

Serena Arbizzi



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