«La nostra casa in curva Costretti a ricostruirla lì»
I coniugi Bigi hanno presentato un progetto al Comune per arretrare l’abitazione «La proposta è completa, ma dall’amministrazione c’è un muro di gomma»
Serena Arbizzi
NOVI. Hanno chiesto di ricostruire la casa arretrando di un metro e mezzo, spazio che sarebbe stato ceduto a titolo gratuito al Comune. Ma si sono sentiti rispondere che non era possibile e, secondo le indicazioni dell’amministrazione, l’edificio dovrà essere ricostruito esattamente nel punto in cui si trovava in precedenza.
I coniugi Alessandra Fortichiari e Maurizio Bigi sono alle prese con la ricostruzione della casa che sorge sulla Romana nord, al civico 72. Un’abitazione che fa parte dell’orizzonte visivo dei tanti automobilisti che vanno e vengono da Novi a Moglia. L’edificio sorge sulla semicurva e la coppia aveva proposto al Comune un progetto che avrebbe tenuto conto della possibilità di realizzare piste ciclabili, ma anche della messa in sicurezza dell’assetto idrogeologico di quel punto, oltre che delle fognature.
«Eppure, dopo un anno e mezzo, sentiamo di aver lottato contro un muro di gomma – specificano Alessandra e Maurizio – Abbiamo ottenuto il Mude per la casa che confina con la Provinciale che congiunga la provincia di Modena con il Mantovano, precisamente con Moglia. L’abitazione è nata con criteri contadini a lato di una strada che, all’epoca, non era nemmeno asfaltata. Quando è sorta la necessità della ricostruzione, noi abbiamo proposto un progetto di recupero che avrebbe mantenuto le peculiarità dell’aspetto storico».
Tuttavia, si era reso necessario rimuovere un metro e mezzo. «Avevamo proposto di cedere questo metro e mezzo al Comune gratuitamente – spiegano i coniugi – Prima abbiamo parlato con l’amministrazione, poi ci siamo rivolti a un legale, per essere certi che la nostra richiesta fosse anche legittima».
Il risultato, però, è stato quello di una bocciatura del piano presentato a fronte di un contributo pubblico di 440mila euro. «A fronte di una proposta che teneva conto di più aspetti, dallo storico a quello ambientale – dicono Alessandra e Maurizio – Dietro la casa ci sono biolche di terra, quindi non daremmo fastidio a nessuno con l’arretramento che migliorerebbe anche la sicurezza di abitazione e automobilisti. Ci siamo sentiti pronunciare soltanto risposte unilaterale. Il Comune ha deciso di procedere in modo ostacolante nei nostri confronti. L’amministrazione, invece, ha il dovere di interfacciarsi con i cittadini nell’ambito di politiche, in questo caso urbanistiche, in grado di applicare criteri coerenti allo sviluppo del territorio. In questo caso abbiamo visto chiaramente che non c’è la volontà del Comune di scendere a confrontarsi con i cittadini», concludono i coniugi, nella speranza che il Comune possa cambiare idea di fronte alla richiesta. —
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