«La priorità andrà al sapere Prevedibili rapporti sociali più reali e meno tecnologici»
Dalla sintesi emerge un rapporto nuovo col vicinato fatto di servizi Guerzoni (Fmdm): «Vogliamo dare un contributo alla discussione»
«Questa ricerca non ha la presunzione di fornire un progetto compiuto e tanto meno indicazioni operative immediate ma si propone di offrire un contributo di qualità ad una riflessione che crediamo debba essere fatta pubblicamente tra i diversi attori che hanno a cuore il futuro della nostra città». Lo sottolinea Roberto Guerzoni, presidente della Fondazione Mario Del Monte a margine dlela presentazione dei risultati della seconda parte di “cambiare per ripartire. Modena 2040”.
Lo scopo di questa ricerca, avviata un anno fa con un questionario tradizionale a un campione di cittadini modenesi e ora concluso con un’indagine qualitativa, è di aprire una porta la futuro immaginandolo e se possibile guidandolo.
«Abbiamo cercato di fornire elementi sintetici di carattere generale, quasi di identità e di caratterizzazione propri dell’insieme di Modena e dei suoi bisogni. La Fondazione Mario Del Monte mette questo lavoro a disposizione della città e da parte nostra cercheremo di contribuire alla discussione e al confronto non solo con la conferenza di presentazione ma anche con un programma di incontri e di workshop che organizzeremo nei prossimi mesi di cui daremo comunicazione».
A chiarire in dettagli la sintesi delle risposte arrivate da 120 interviste a personaggi ritenuti di spicco, arriva il riassunto che verrà discusso nell’incontro di oggi su streaming.
«Le priorità sono cultura, formazione e ambiente con valori percentuali simili. È interessante notare come le relazioni sociali vengono prima delle tecnologie digitali». Questo è il punto focale del riassunto di “Cambiare per ripartire. Modena 2040”. L’analisi infatti presenta i dati principali emersi dalla somma delle interviste a quella che è ritenuta l’élite locale, interviste fatte nel marzo 2021. Si legge: «C’è dunque una conferma che i problemi e così anche il futuro li si affrontano con più forza insieme. Che però è richiesta un dose di cambiamento decisamente superiore a quella della continuità. Che le regole come certezza del diritto e dell’uguaglianza sono una garanzia necessaria anche più della libertà». Affermazione, quest ultima, decisamente inimmaginabile fino a pochi anni fa. Dalle analisi delle risposte, arriva la certezza che non sarà l’economia a guidare la Modena del futuro. «La priorità dell’ambito culturale - si legge nel riassunto - va oltre il pragmatismo e la concretezza del fare così radicati sul territorio».
La sintesi sulle tre priorità da portare nel futuro della nostra città: «Ai primo posti cultura e istruzione, comunità con fare insieme e solidarietà, infine capacità, concretezza, volontà ma anche impresa e lavoro. È la Modena che si conosce ma con una differenza rilevante: a cultura ed istruzione viene chiesto un ruolo più avanzato».
Guardando la classifica, sicuramente frammentata per le tante risposte possibili, colpisce il fatto che si darà meno importanza alle cosiddette “eccellenze”, etichetta usata e abusata in questi anni dalla politica per fare marketing del territorio: i marchi modenesi saranno indispensabili per l’1,1% degli intervistati, come i caratteri di modenesità il 3,5% e la cucina+gastronomia il 4,6%.
Un cambiamento deciso sulle priorità. Non a caso alla domanda su cosa guiderà il cambiamento nei prossimi vent’anni, la cultura ottiene un 24% dei consensi, i cosiddetti “corpi intermedi” il 22% ,mentre istituzioni e politica il 18% e l’economia solo il 9%. —
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