Manfredini e Schianchi, un gruppo rileva l’azienda e salva 28 posti
Oggi atteso l’atto notarile. I lavoratori ieri davanti al Tribunale per chiedere garanzie di continuità
Serena Arbizzi
La speranza si riaccende per i 28 lavoratori della Manfredini e Schianchi e le loro famiglie.
Secondo quanto emerge dal Tribunale, infatti, all’apertura della busta per verificare l’esistenza di eventuali offerte per rilevare l’azienda, è emerso il nome di un gruppo, che non sarebbe emiliano, nel futuro dell’impresa.
Il passaggio di consegne dovrebbe essere imminente: è atteso per stamattina l’atto notarile. Nei giorni scorsi si era fatta largo l’ipotesi che potrebbe essere Sacmi l’acquirente, ma secondo voci che circolano in azienda, all’apertura della busta non si sarebbe pronunciato questo nome.
L’azienda è in piedi da 60 anni nel settore delle tecnologie per impianti industriali e macchine per il trattamento delle materie prime, fino a raggiungere, cinque anni fa, un fatturato pari a 15 milioni di euro.
La manifestazione d'interesse include un canone mensile di 12mila euro, oltre a Iva e imposte di legge, per la durata dell’intero periodo dell’affitto d'azienda, che decorrerà dalla data di stipula dell’atto fino al 31 gennaio 2022. La stima della società (immobile escluso) a cura dei revisori è di una somma di 1,2 milioni di euro. L’offerta, inoltre, prevede il reintegro di tutti i 28 dipendenti, che hanno tirato un sospiro di sollievo dopo settimane di profonda angoscia seguita alla notizia del fallimento.
Ieri mattina i lavoratori con le rsu e la Cgil Fiom, hanno dato vita a un presidio davanti al Tribunale a Modena, in attesa dell’apertura della busta che ha rivelato la buona notizia.
«I lavoratori sono senza retribuzione dal 16 giugno – spiega Salvatore Di Costanzo, della segreteria Fiom, insieme a Davide Bolognesi, che segue la vertenza sul territorio – Siamo qui per chiedere continuità industriale e occupazionale».
Giovanni Abiuso, rsu, è un meccanico specializzato con mansione di montatore. «Sonno in azienda da 22 anni – dice – La nostra presenza qui davanti è per far capire che ci sono 28 famiglie che chiedono il rientro dei lavoratori al più presto in azienda per svolgere la propria mansione. Abbiamo ordini importanti, in particolare per la ricambistica, e commesse da realizzare nel 2022». Poi, verso sera la notizia che l’accordo prevederebbe il reintegro di tutti e 28. —
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