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Tra casa, trasporti e lavoro nasceranno nuovi servizi e concezioni degli spazi

Tra casa, trasporti e lavoro nasceranno nuovi servizi e concezioni degli spazi

Il sociologo Vittorio Martinelli, curatore di “Cambiare per ripartire”: «I negozi si trasformeranno, l’artigianato si legherà alla tecnologia» 

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L’inchiesta della Fondazione Mario Del Monte, che completa il questionario e il sondaggio dell’anno scorso, non hanno alcun valore di indirizzo concreto, ma danno un’indicazione precisa di cosa servirebbe, secondo l’élite intervistata, per mantenere alto lo standard di vita e di relazioni tra i modenesi nei prossimi vent’anni. Da questo punto di vista, sono un’interessante indicazione per chi si occupa di programmazione politica locale.

«Secondo gli “opinion leader” che abbiamo intervistato, Modena arriverà al 2040 con una forte identità – spiega Vittorio Martinelli, il sociologo incaricato di condurre ed analizzare le interviste – si percepisce come città del saper fare, ha una idea precisa delle proprio dimensioni (che più o meno sono quelle attuali), fa del lavoro e del capitale sociale elementi per creare una ricchezza profonda. Ma in questo aggancio alla identità, rischia di faticare a immaginarsi nel futuro».

E aggiunge: «Modena arriverà con la convinzione di mettere al primo posto la cultura. Un grande cambiamento per una città che è abituata a misurare col setaccio dell’esperienza ogni ideologia. E’ importante portare quindi dietro l’idea di cambiamento e di rispetto delle regole».

«I totem dei modenesi resteranno la casa e l’auto di proprietà – prosegue Martinelli – prevarrà l’aspetto privato ma l’utilizzo sarà regolato da una maggiore flessibilità dovuta al lavoro, agli spazi d’ufficio e domestici e alla tecnologia. Si prevede che si cambierà casa più spesso i base a queste esigenze legate al lavoro. Gli intervistati immaginano trasporti diversi».

Si sposterà il peso dall’acquisto al servizio con modalità flessibili, spiega: «Saranno centrali elementi come il lavoro a casa, l’uso delle tecnologi digitali. L’automobile privata sarà usata ma probabilmente ce ne sarà una sola per famiglia, mentre per spostamenti mirati si utilizzeranno mezzi senza guidatore invece dei taxi e altre forme di trasporto. Avremo più affitto e meno proprietà? È un grande tema che divide».

Gli scenari descritti non sono infatti improntati a un cieco ottimismo. Se letti attentamente, sono carichi di conflittualità: non tutti questi cambiamenti saranno indolori per i modenesi.

Nasceranno però forme di ibridazione tra lavori, dice Martinelli: «L’ibrido sarà un altro elemento del futuro. I negozi cambieranno aspetto e funzionalità – spiega – difficilmente avranno la funzione di oggi, con un solo tipo di prodotti in vendita. Cui saranno più servizi. L’artigianato anche tradizionale sui unirà alla tecnologia».

Martinelli spiega che gli “opinion leader” intervistati ritengono che saranno importanti i cambiamenti nei servizi, soprattutto quelli sanitari e sociali. Determinante sarà la vicinanza che, con la presenza, soprattutto per i più piccoli e più anziani, comporterà più qualità e più flessibilità nei progetti. «I servizi saranno più semplici e di prossimità e non tutti istituzionalizzati. Verranno anche da privati».

«Per la sanità di prossimità, si ripenserà la figura del medico di base e si darà più spazio alle tecnologie digitali. Ci sarà un continuo scambio tra acquisti e servizi online e quelli nei negozi. Lo abbiamo già visto durante il lockdown».

La formazione permanente è un aspetto chiave del futuro: «Riguarderà fasce di età della popolazione e anche i pensionati che hanno bisogno di istruzione, soprattutto coloro che devono recuperare competenze nel digitale». —

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