Gazzetta di Modena

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«Visita storica Ora anche lo Stato chieda scusa a noi famigliari»

Serena Arbizzi

Presidenti Ue a Fossoli. L’emozione di Carla Bianchi Iacono «Una giornata che non dimenticherò finché avrò vita»

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Serena Arbizzi

«Quella di domenica, con la visita dei due presidenti dell’Unione Europea, è una giornata che non dimenticherà mai finché avrò vita. Ursula von der Leyen ha parlato di me, facendo riferimento a quel bambino che era nel grembo materno quando il padre venne ucciso. Ebbene, ero io».

Carla Bianchi Iacono era profondamente commossa domenica mattina, quando al Campo di Fossoli, dove il padre, Carlo Bianchi, venne imprigionato, hanno parlato per la prima volta in Italia i presidenti von der Leyen e Sassoli, rispettivamente vertice della Commissione e del Parlamento Europeo. Carlo è tra i 67 martiri che vennero fucilati al Poligono di tiro un mese prima che lei nascesse.

«Sentire quel riferimento così diretto alla mia storia mi ha emozionata molto – aggiunge Carla – L’evento è stato così ben orchestrato, così come i discorsi, in cui si è parlato di padri e di nonni, un particolare inedito. E quasi a scusarsi di far parte del Paese che ha ordinato ed eseguito una strage del genere», aggiunge Bianchi Iacono, riferendosi alla frase di von der Leyen che ha definito una “colpa profonda”, quella della di aver ordinato di uccidere le vittime di Cibeno.

«È stata una giornata ricchissima di pathos: bellissimo anche il discorso di Sassoli – aggiunge Carla – Il riferimento a Rom e Sinti di cui non parla nessuno e il ricordo delle altre stragi».

La visita storica di domenica è stato un tassello per nuovi passi che i famigliari delle vittime desiderano siano compiuti dalle istituzioni. «Perché lo Stato italiano non dice una parola per tutti i morti? – si chiede Carla Bianchi Iacono – Papa Giovanni Paolo II in un’omelia domandò scusa a nome della chiesa cattolica al popolo ebraico».

I famigliari delle vittime, poi, non rinunciano all’idea di presentare causa alla Germania. «A settembre dovrebbe esserci una riunione in Toscana – conclude Carla – Andremo avanti, non abbiamo abbandonato l’idea della causa. Quella di domenica è stata una visita memorabile, ma appartiene ad un altro contesto rispetto all’azione legale».

LA LETTERA

Il sindaco Alberto Bellelli ha scritto una lettera, all’indomani della memorabile giornata, a i due presidenti. «Voglio rinnovarvi in modo formale e pubblico la gratitudine per aver partecipato alla commemorazione dell’eccidio di Cibeno: è stata una giornata storica per la mia città e per il mio Paese, e anche per l’Unione Europea, come idea e come istituzioni – scrive il primo cittadino – Credo con questo ringraziamento, alle vostre persone e agli organismi che rappresentate, di interpretare anche i sentimenti di tutti gli enti e le persone che hanno vissuto insieme a noi la cerimonia: dai familiari delle vittime al Governo Italiano, dalla Fondazione Fossoli alla Regione, a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa con la presenza o con l’impegno organizzativo, perciò vi chiedo di estendere la nostra riconoscenza a tutti i vostri collaboratori che nelle settimane scorse hanno lavorato intensamente con i nostri referenti per preparare tutto al meglio. Viva l’Europa unita e libera».

IL MUSEO

Particolarmente toccante è stata la visita al Museo monumento dei due presidenti, dopo il Campo Fossoli. Accompagnati da Pierluigi Castagnetti e Marzia Luppi, presidente e direttrice della Fondazione Fossoli, insieme alle altre istituzioni, hanno potuto toccare con mano la potenza della Sala dei nomi e di quanto custodito nelle altre sale. —

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