Gazzetta di Modena

Modena

INDAGINE DELlA FONDAZIONE MARIO DEL MONTE 

«Comunità, innovazione, regole Ecco la mia Modena nel 2040»

«Comunità, innovazione, regole Ecco la mia Modena nel 2040»

Il sindaco commenta il disegno dei prossimi vent’anni emerso dalle interviste  «Resteremo una città piccola, guarderemo all’Europa e giocheremo per vincere»

3 MINUTI DI LETTURA





Modena 2040; una città piccola ma di orizzonte europeo. Una città che gioca per vincere più che per partecipare. Così immagina Modena tra vent’anni il sindaco Gian Carlo Muzzarelli in margine all’indagine della Fondazione del Monte su “Modena 2040. Cambiare per ripartire”. Anche lui ha partecipato alla tavola rotonda in streaming che si è svolta ieri pomeriggio con curatori e con la partecipazione del ministro della Pubblica istruzione Patrizio Bianchi, di economisti ed esperti di innovazione. Un convegno che si basava su 120 interviste a persone che la fondazione e il sociologo Vittorio Martinelli ritengono essere “opinion leader” o “testimonial influenti” locali.

Secondo Muzzarelli, quindi, l’identità di Modena nel 2040 sarà caratterizzata da socialità e innovazione e sarà una grande Modena per relazioni e opportunità, guardando all'Europa e al mondo globalizzato e interconnesso sia dal punto di vista culturale che socioeconomico. Le dimensioni ideali saranno quelle della media città caratterizzata da un forte spirito competitivo.

Per il sindaco la ricerca rappresenta una sorta di fotografia in movimento della città in un periodo durissimo e senza precedenti, che ha fornito dati e spunti con i quali è stata sviluppata «la traiettoria di lavoro che stiamo seguendo: emergenza, ripartenza e nuova normalità». I modenesi (moderati, innovatori e conservatori, in base alle risposte dell’élite intervistata) sanno di non essere radicali o estremisti, è l’analisi di Muzzarelli, e allo stesso tempo non hanno paura del futuro, ma vogliono vederci chiaro, pensarci un momento in più magari prima di fare un passo avanti, perché poi non sono disposti a tornare indietro. «È successo anche con la pandemia quando abbiamo detto aperture graduali, programmate e irreversibili per le nostre città e le nostre comunità urbane: i cittadini hanno capito e, calendario alla mano, si sono organizzati e hanno fatto ripartire tutte le filiere, oltre che le relazioni sociali».

Le tre parole individuate come ingredienti necessari per il futuro sono comunità, cambiamento e regole e si tratta di «tre parole forti, collettive – ha detto il sindaco - che danno l’idea di come Modena voglia andare avanti tutta unita».

La città si muove su di una prospettiva europea, in sintonia con i temi al centro del Next Generation Ue: cultura, lavoro, istruzione formazione continua, ambiente, ma anche valorizzazione del capitale umano e sociale, attenzione alle diseguaglianze, diritto alla facilità, importanza delle regole (la “buona burocrazia”), tecnologia e relazioni sociali. Con un’attenzione alla cosiddetta dimensione del piano terra dove ripensare e aumentare le relazioni tra le persone.

Per il sindaco, si tratta di un elemento in linea con le riflessioni sulla capacità di intrecciare funzioni, tempo e distanze che si stanno sviluppando durante la definizione del Pug, il Piano urbanistico generale che, con una svolta, passerà dai rioni e non dall’indistinta periferia e punterà alla rigenerazione urbana, alla ricucitura tra aree, alla ridefinizione dei quartieri storici. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google