I costi lievitati del Registro Tumori Alta tensione al processo-Federico
Testimone chiave l’ex dg Ausl Martini: «Spesi 1,36 milioni dal 2008 al 2013, sempre in aumento»
Daniele Montanari
I costi del Registro Tumori sono finiti sotto la lente nella nuova udienza del processo che vede imputato il professor Massimo Federico in qualità di presidente dell’associazione “Angela Serra” che gestì il registro fino al 31 marzo 2014, quando passò sotto gestione diretta dell’Ausl. Che però ne era titolare anche prima, in qualità di committente del servizio.
Il concetto è stato sottolineato più volte ieri mattina da un testimone importante chiamato dall’accusa (i pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei): l’ex direttore generale Ausl Mariella Martini, in carica dal giugno 2012 al 28 febbraio 2015. Colei che arrivò al passo forte nei confronti di Federico: di fronte all’impossibilità di avere da lui i dati del registro per farli gestire internamente all’azienda sanitaria col supporto dell’Associazione Italiana dei registri Tumori (AIRTum), nel giugno 2014 fece denuncia portando all’intervento dei carabinieri del Nas, che nel febbraio 2015 acquisirono tutto d’ufficio.
In una lunga deposizione seguita a quella dell’ex rettore Andrisano, la dottoressa ha ripercorso i tratti salienti della storia del registro, istituito nel 1989 e passato nel 2007 su indicazione della Regione dalla gestione del Policlinico a quella dell’Ausl. Appena entrata in carica nel 2012 la Martini dovette affrontare le urgenze della Bassa terremotata. Ma appena possibile si concentrò sul registro: «Uno strumento preziosissimo – ha sottolineato – che fotografa l’incidenza tumorale in provincia, la distribuzione tra la popolazione, e la sopravvivenza dopo la diagnosi, permettendo la valutazione della diagnosi terapeutica e dell’efficacia dell’azione di screening».
Con la consapevolezza di questo valore, l’intenzione era quella di portare rapidamente il registro in capo al servizio Epidemiologia Ausl: «Chiesi dunque all’Angela Serra tutti i file e la documentazione cartacea dall’inizio dell’attività – ha spiegato – ma incontrai la resistenza di Federico». I toni delle missive diventarono presto tesi: «Mi chiese di rivolgermi a lui con l’appellativo di direttore del registro tumori, ma quella carica l’Ausl non gliel’aveva mai attribuita». Era infatti stato direttore solo per il Policlinico. «Federico si era autoproclamato direttore del registro tumori per l’Ausl – ha continuato – e intentò per questo anche una causa civile. Ma il giudice del lavoro gli diede torto, perché l’Ausl non l’aveva mai nominato tale». Non aveva dunque autorità per opporsi alla richiesta dei dati, o meglio «ostacolarne la consegna rifugiandosi in espedienti e in rimandi al suo avvocato». La Martini gli spiegò che la professionalità nella loro gestione sarebbe stata assicurata dalla collaborazione con l’AIRTum nazionale, di cui pure l’Angela Serra era parte. «Lui mi scrisse che l’AIRTum “non era autorizzata a mettere il naso nelle vicende interne dei registri”, chiedendo di annullare l’incontro con i responsabili dell’associazione. Cosa che ovviamente non feci». A ulteriore testimonianza dei rapporti tesissimi, una lettera inviata a Federico in risposta non alla Martini ma al suo segretario. Come se fosse importante quanto lei.
Ma quanto valeva la gestione del registro? A mettere sotto la lente il punto è stato l’avvocato Andrea Mattioli, parte civile a tutela della stessa Ausl : «Per la gestione del servizio – ha risposto la Martini – l’Ausl ha dato all’Angela Serra 187.400 euro nel 2008, altrettanti nel 2009, poi 217.400 nel 2010, 237.400 nel 2011, altrettanti nel 2012 e nel 2013 un totale di 296.700. Complessivamente dal 2008 al 2013 sono stati 1.363.000 euro. A raffronto, la gestione diretta in collaborazione con AIRTum è costata 374.000 euro nel biennio 2014-2016».
« È una vicenda veramente paradossale questa – ha commentato la Martini all’uscita dal Tribunale – che mi lascia molto amareggiata». —
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